Trasparenza, Glasnost, Transparency

Cyperpunks

Data: 8 dic 2012


Sito on line dal 2003
Home page
email
Chi sono
Translation
𝒬uello che siamo soliti chiamare Web potrebbe già non essere più il Web, ma una sua versione snaturata e svilita. Julian Assange, Jacob Appelbaum ( Tor Project, Noisebridge), Andy Müller-Maguhn ( Chaos Computer Club, European Digital Rights) e Jèrèmie Zimmermann ( La Quadrature du Net e mediattivista) non hanno mezze misure nel definire lo stato di salute di Internet in Cypherpunks, freedom and the future of the Internet (OR Books), nuovo libro corale dell'hacker australiano, appena dato alle stampe negli Usa da OR Books.

Il libro/dialogo - risultato di una lunga intervista realizzata per il programma tv di Assange andata in onda la scorsa estate - è un atto di accusa verso i rischi cui Internet può esporre chiunque la utilizzi a qualsiasi livello quando, da strumento straordinario di comunicazione e interazione, si trasforma in una macchina di censura e oppressione di enorme potenza. Le ragioni di questo cambiamento, che per gli autori è in atto, sono chiare e vanno trovate nella crescita esponenziale di alcuni fenomeni come la sorveglianza digitale e la sua commercializzazione, la mancanza di consapevolezza degli utenti sulle tecnologie che utilizzano, la censura e la costante "militarizzazione del ciberspazio", nuovo campo di battaglia anche per le guerre tradizionali.

Secondo gli autori, ma come già osservato da molti analisti, la Primavera araba e le battaglie contro i tentativi di censura della Rete (ricordate Acta e Sopa/Pipa?) hanno dimostrato come il Web sia diventato un nuovo terreno in cui, nella società digitale, le libertà fondamentali sono messe in discussione. Internet può essere un canale di organizzazione e condivisione senza precedenti e, allo stesso tempo, la più efficace arma di oppressione quando messa nelle mani dei governi autoritari. Ma non solo.
Chyperpunks il libro di Assange, Appelbaum, Műller-Maguhn
A detta di Assange e dei suoi interlocutori, infatti, i medesimi pericoli sono ora in atto anche nelle democrazie. La colpa è da trovarsi nel costante sviluppo dell'industria della sorveglianza digitale e al suo utilizzo sempre più massiccio da parte dei governi e delle corporation o in collaborazione tra di loro. Questo avrebbe portato a un'inversione di tendenza: dal controllo dei dati e delle informazioni su casi giudiziari e investigativi singoli, si sarebbe passati a una nuova fase di "sorveglianza strategica" in cui si tiene memoria di qualsiasi informazione per poi scandagliare alla ricerca di materiale sensibile.

Una sorveglianza cui chiunque, anche semplicemente stando su Facebook, sarebbe esposto. Questa "nuova distopia transnazionale" avrebbe reso "massicciamente intercettata" qualsiasi comunicazione privata, svolta in forma non digitale. E in particolari contesti come la Libia o la Siria la sorveglianza, per i risultati dittatoriali cui porta, diventerebbe un' "arma" a tutti gli effetti. La mancanza di consapevolezza nei confronti della tecnologia da parte degli utenti stessi insieme all'incapacità di intervenire su di essa, poi, porrebbe gli internauti in nuovi pericoli. Fino all'estremo di un moderno smartphone che, a detta di Assange, sarebbe "un device di tracciamento che fa anche telefonate".




Ma l'esposizione a questo genere di pericoli sarebbe ancora più semplice per via dell'attività di "spionaggio" realizzata legalmente dal settore privato quando interpellato dalle autorità. Google, Facebook e Twitter come "terze parti" per la sorveglianza di Internet grazie alla mole di dati sensibili che viene immessa sui loro server da parte degli utenti stessi. Come avere il controllo di queste informazioni sensibili se queste aziende si sono trasformate in "polizia segreta privatizzata", si chiedono gli autori.

La risposta data è da cercarsi nel titolo del volume, in quella filosofia cypherpunk, sposata a partire dagli anni '80 dai circuiti hacker più attivi sul fronte della crittografia e dei linguaggi informatici in grado di fornire segretezza e comunicazioni anonime. Tutti i partecipanti al dialogo che dà forma al libro provengono da quel milieu: privacy online, hacking, whistleblowing. I dettami di quella filosofia sarebbero nuovamente di primaria utilità e la diffusione su larga scala della crittografia potrebbe salvare Internet dalla distopia di controllo sociale e censura verso la quale si starebbe, invece, orientando. "Nessuna violenza potrebbe mai risolvere un problema matematico" dichiara Jacob Appleblaum nel libro per definire come i cypherpunk potrebbero essere da esempio in questo scenario.

La diffusione di software free, del peer-to-peer (già invocata da Applebaum all'ultimo Re:Publica di Berlino) e della crittografia darebbe agli internauti il giusto controllo sulle loro informazioni e sugli strumenti che utilizzano. Salvando Internet dalla centralizzazione, dal controllo e dalla censura. Uno scenario estremamente utopico, come segnalato da Laurie Penny New Statesman. "Usare Twitter è infinitamente più facile che creare un nuovo Twitter ed è infinitamente più semplice usare Facebook piuttosto che Diaspora o altre alternative [...] Abbiamo bisogno di qualcosa di più efficace del dire che necessitiamo di una versione povera di Facebook e che chiunque dovrebbe usarla", afferma lo stesso Assange. Ma il problema rimane, nei fatti, irrisolto.

Se, come afferma Assange nella chiosa del libro, "lo stato di sorveglianza ha già eroso buona parte delle libertà che avevamo venti anni fa", il pericolo è che la consapevolezza dei pericoli della Rete e della sua libertà futura rimarrà appannaggio di un'élite di tecnici. Un'élite di chyperpunk. Ma come trasportare questa consapevolezza nel grande pubblico di Internet? Gli autori, comunque, sono concordi: la strada è segnata. Da una parte c'è Internet come strumento di "privacy per i deboli e trasparenza per i potenti" e dall'altra la distopia. Il punto in cui siamo è il bivio.

di Philip Di Salvo
scritto il 7 dic 2012
licenza CC by, nc, nd
tratto da wired.it



Non dimenticatevi di mettere la vostra opinione: scrivete il commento, premete "Inserisci" e il commento è immediatamente pubblicato: grazie!




Questo articolo è stato commentato 3 volte.

Ultimo commento inserito da kensan giovedì 31 ottobre con il titolo: Grazie sky.

Commento:

Grazie Sky per le critiche e i complimenti, soprattutto per il grassetto.



Altri testi sullo stesso argomento li trovate elencati di seguito sotto l'argomento Politica

Diaspora* button
-
Facebook button
0
Twitter button
-
Google+ button
0
LinkedIn button
0
TzeTze button
voti: 0
Data: 8 dic 2012
Letture di questo articolo: 3222
argomento: Politica, articoli: Legge Elettorale Porcellum, Politica Energetica (di Jimmy Carter), Rosa nel Pugno: E-democracy, Fascismo e leggi razziali, La precisione dei sondaggi, Tecnocontrollo, Pensione contributiva

argomento: Hacker, articoli: Internet di una volta, Appunti di Storia

argomento: Privacy, articoli: Crackdown Autistici/Inventati (Genoa social forum), Dati personali (privacy), Palladium, Anonymous Remailer (GnuPG e la posta elettronica), TOR per affrontare la censura, Anonymous remailer - manuale, Telnet per spedire la posta

argomento: Internet, articoli: Gestione dei contenuti di kensan.it (CMS), Fiorello Cortiana (partito dei Verdi), L'arrivo dei Barbari, Backup sul Cloud, Le perdite dei giornali on line, Crescita di Internet, Email professionale








Firefox: Riprenditi il web




Statistiche Europee d'uso dei browser 20/06/2018 :
Chrome...59%
Firefox..17%
IE.......8%
Safari...6%

Fonte: StatCounter

Borsa valori della moneta Bitcoin (19/06/2018):

prezzo di 1 bitcoin:
BTC 5837.23 €
LTC 85.24 €
IOTA 1.01 €


Fonte: coinmarketcap.com

Sostieni Wikileaks!
Se hai qualche bitcoin fai una donazione a wikileaks all'indirizzo:
1HB5XMLmzFVj8ALj6 mfBsbifRoD4miY36v

Queste sono le donazioni fatte fin'ora: 4043 bitcoin.




L'intero sito kensan.it ha avuto questi Share:

facebook: 8568
twitter: -
google+: 0
linkedIn: 0




IL TUO 5 PER MILLE PER GLI OSPEDALI DI EMERGENCY codice fiscale:
971 471 101 55




Uomo di Cheddar di 9'000 anni fa

Inglese di 9 mila anni fa ricostruito in base al DNA del Cheddar man il cui scheletro completo e ben conservato e stato ritrovato in Gran Bretagna. Aveva la pelle scura e gli occhi azzurri in base al DNA.

L’Uomo di Cheddar era un Homo Sapiens, era alto 166 centimetri e quando morì era intorno ai 20 anni. Faceva parte di una popolazione di cacciatori-raccoglitori, era intollerante al lattosio e agli amidi, aveva un sistema immunitario che lo difendeva da molte malattie. Quest'uomo è distante da noi solo 450 generazioni.

Lo spagnolo Uomo di La Braña, analogo a questo (pelle scura e occhi azzurri), era distante da noi solo 350 generazioni (7 mila anni).

Fonte: Nature


ESC 2018 logo

L'Eurovision Song Contest 2018 inizia il 8 e prosegue il 10 con la finale il 12 maggio. In tempo reale questa è la classifica dei 43 brani secondo le Views di YouTube.
kensan logo Licenza Creative Commons 3.0
I miei testi sono sotto la Licenza "Creative Commons 3.0 Italia": se sei interessato a pubblicare i miei articoli leggi le note aggiuntive (Licenza di kensan.it) dove troverai anche le attribuzioni dei diritti per tutte le immagini pubblicate.
Questo sito memorizza sul tuo pc uno o più cookie di tipo tecnico, leggi l'informativa estesa.
Kensan geek site

e-mail
e-mail cifrata