Rischio del Parto

Data: 29 gen 2026

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Rianimazione con un manichino generata dall'AIℒa mortalità materna in Italia è spesso citata come indicatore della sicurezza ostetrica: attualmente, si stimano 8,3 decessi ogni 100.000 nati vivi (dati ufficiali del 2022). Questo numero, pur essendo molto basso, rappresenta solo la punta dell’iceberg del rischio legato al parto. Tuttavia, prima di poter comprendere il carico complessivo di eventi gravi per la salute delle donne, occorre fare alcune precisazioni metodologiche.

Parti vivi e parti: approssimazione dei dati

I dati disponibili sui nati vivi permettono di calcolare la mortalità materna come tasso per 100.000 nati vivi. In Italia, il numero di nati morti è relativamente basso rispetto ai nati vivi, quindi spesso, per semplificazione, si può fare coincidere il numero di 100.000 nati vivi con 100.000 parti. Questa approssimazione non è perfetta, ma permette di stimare in modo ragionevole il rischio per parto, invece che per nascita.

Con questo approccio, possiamo spostare l’analisi dal rischio di morte alla valutazione più ampia degli esiti gravi.

Near miss materni: donne quasi morte

L’ISS ha coordinato il primo studio sui near miss materni condotto in Italia, con la partecipazione delle Regioni Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lazio e Sicilia per il biennio 2004-2005.

Sono stati identificati 1259 near miss materni, corrispondenti a 2,0 per 1000 parti.

Abbiamo un fattore tra decessi e quasi-morte di un ordine di grandezza: x24.

Donne quasi morte: 1 caso ogni 500 parti.

Comparazione con il rischio misurato per i farmaci e i loro effetti collaterali

Per dare un riferimento noto, in farmacologia:

  • In ambito farmacologico e regolatorio, un medicinale associato a eventi avversi gravi e permanenti con un’incidenza pari a 1/1.000 (0,1%) è generalmente considerato a profilo di rischio elevato.

  • Tali farmaci richiedono studi clinici approfonditi, registri epidemiologici, avvertenze chiare e monitoraggio rigoroso.

Rischio relativo tra abortire e fare una gravidanza

In USA è stata fatta una ricerca sui dati di 4 anni (2018-2021) che ha misurato quanto è più rischiosa una gravidanza rispetto a fare un aborto. In questo modo una donna che si trovi nell'impossibilità di abortire si trova ad affrontare un rischio che è nelle migliori delle ipotesi 44 volte superiore.

Questa ricerca può essere una risposta a chi chiede alle donne che vogliono abortire di prolungare la gravidanza fino alla nascita per poi darlo in adozione (culle della vita). Dovrebbero affrontare un rischio che nelle migliori delle ipotesi è 44 volte superiore, nella peggiore di 70 volte superiore, si veda la ricerca completa.

Anno Decessi correlati alla gravidanza (n.) Nascite totali (nati vivi + nati morti) (n.) Tasso di mortalità correlata alla gravidanza (per 100.000 nascite totali) Decessi correlati ad aborto (n.) Aborti (n.) Tasso di mortalità correlata ad aborto (per 100.000 aborti) Tasso
2018 639 3814053 16.8 2 885800 0,226 74.2
2019 750 3768908 19.9 4 916460 0,436 45.6
2020 809 3634363 22.3 6 930160 0,645 34.5
2021 867 3685247 23.5 5 930160 0,538 43.8
Total 3065 14902571 20.6 17 3662580 0,464 44.3

Sottostima e invisibilità del rischio

Nonostante ciò, la nostra società tende a sottostimare questo rischio:

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  • I registri ospedalieri non catturano tutti i near-miss (quasi-morte) e i conseguenti disturbi come il PTSD (Sindrome da stress post-traumatico, ad esempio dovuta all’intubazione) o altri disturbi psicologici post-partum.

  • La narrativa culturale e mediatica sul parto è spesso romantica o eroica, enfatizzando il “miracolo della nascita” e minimizzando il dolore, i traumi e le complicanze permanenti.

  • La donna partoriente paga un prezzo reale e duraturo, spesso senza riconoscimento sociale o medico.

Questo produce un tabù implicito: non si discute apertamente del rischio di danni permanenti, e la maternità viene presentata come quasi sempre sicura e naturale, anche quando la realtà dei dati indica un rischio alto.

La questione di genere

Infine, questa dinamica ha chiare implicazioni di genere:

  • Il corpo femminile è il soggetto esclusivo del rischio da maternità.

  • Il sistema medico e culturale decide implicitamente cosa sia “normale” e cosa sia tabù, lasciando la donna spesso vittima inconsapevole.

  • Le conseguenze si estendono alla famiglia e alla società: stress psicologico, perdita di produttività, costi sanitari, e sofferenza non riconosciuta.

In altre parole, la donna subisce un carico sproporzionato, mentre il sistema medico e culturale minimizza o ignora gli effetti permanenti.


Conclusione

Analizzando i dati italiani, emergono due punti chiave:

  1. La mortalità materna in Italia (8,3/100.000 nati vivi) è rara, ma il vero carico del rischio associato alla maternità si concentra nei danni permanenti o disabilità, stimati a circa 1/1.000 parti

  2. Questo livello di rischio è comparabile ai farmaci ad alto rischio, ma nella società e nella medicina non viene trattato con la stessa attenzione e trasparenza che ad esempio viene riservata ai farmaci con la stessa classe di rischio.

Il parto, dunque, non è solo un evento fisiologico; è un’esperienza che comporta rischi concreti, invisibili, sottaciuti o ignorati. Riconoscerli, studiarli e discutere apertamente delle conseguenze fisiche e psicologiche è fondamentale per ridurre il carico posto sulle spalle delle donne, migliorare l’assistenza e affrontare le disuguaglianze di genere che ancora oggi pesano sulle donne partorienti.

Tabella Riassuntiva

Percorso Tipo di evento Epoca gestazionale Livello di rischio Commento
Aborto farmacologico (RU486 + misoprostolo) Procedura medica Fino a 7-9 settimane Molto basso Procedure sicure, rischio di complicanze estremamente basso
Aborto chirurgico Procedura chirurgica 8-12 settimane e 6 giorni Medio Maggiore probabilità di complicanze come emorragia, infezione, anestesia
Parto volontario / parto anonimo / gravidanza portata avanti per pressione sociale Parto 37-42 settimane Alto / Molto alto Esposizione a near miss, emorragia, sepsi, complicanze gravi; rischio massimo per la madre



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