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Una valutazione recente, a partire da dati CESI, elaborati da SPS
Italia si conclude affermando che la superficie occupata dagli
impianti eolici potrebbe essere di
1242 Km2 che corrisponde al
0.4% del territorio
italiano che permette di generare 60 Twh di energia che sono circa il
20% dell'energia elettrica consumata in Italia. L'università di Utrecht arriva a conclusioni simili e valuta in 69 Twh (34.5 Gw) il potenziale eolico italiano e in 24 Twh (12 Gw) quello tedesco. La successiva valutazione ministeriale per la Germania ha portato il potenziale a 124 TWh (64 Gw). Vediamo in dettaglio la elaborazione di SPS Italia. Scegliamo per subito una strada approssimata, ma ben fondata e cautelativa, che consiste nella:
La tabella che segue è relativa ai giacimenti al di sopra delle 2000 ore/anno, ai giacimenti compresi tra 1750 e 2000 ore/anno e a dati complessivi corrispondenti ai giacimenti superiori a 1750 ore/anno. Si assume il valore di 25 MW/Km2 come densità degli aerogeneratori per kilometro quadrato. Si è applicato un fattore attuativo pari al 2%, ne risulta un impegno di territorio pari al 2% delle superfici utili; pure in mancanza di progetti dettagliati, dato che in certe zone questo valore sarà superato, mentre in altre ci si terrà al di sotto, il 2% di territorio utile occupato può essere considerato credibile e cautelativo per l'insieme del Paese.
La superficie nazionale è di 301.099 Km2 quindi la superficie occupata massima è del 21%, quella realisticamente occupata applicando il fattore cautelativo pari al 2% è di 1242 Km2 che corrisponde al 0.4% del territorio italiano che permette di generare 60 Twh di energia che sono circa il 20% dell'energia elettrica consumata in Italia. È da osservare infine che il potenziale strategico realmente attuabile di circa 30 Gw è in buon accordo con la valutazione di 34.5 Gw effettuata dall’Università di Utrecht. Oltre all'eolico terrestre va considerato l'eolico off-shore cioè quello lungo le coste. Non ho dati al riguardo ma solitamente le stime parlano di tanta energia prodotta on-shore quanta quella off-shore. Se fosse così si avrebbero altri 60 Twh di eolico marittimo. In caso di salita costante del prezzo del greggio non ci sono alternative valide quanto quella dello sfruttare il vento per produrre energia elettrica economica che è la fonte più importante per fare andare avanti il Paese. In caso di crisi energetica il fattore cautelativo pari a 50 può essere facilmente abbassato arrivando a installare sul suolo di più dei 60 Twh stimati da SPS Italia. Quindi andando oltre il 20% dell'energia elettrica di provenienza eolica con i problemi dell'intermittenza della fonte che ne conseguono. Questo vuol dire trovare metodi di accumulo dell'energia e anche accettare i black-out. La fonte per questo testo è stato il dossier in pdf dei Democratici di Sinistra “LO SVILUPPO DELL’EOLICO IN ITALIA” a cura del Dipartimento “Politiche della sostenibilità”- DS Roma, 1 Luglio 2005 (E.Ronchi, P. degli Espinosa, N.M. Caminiti, Giuseppe Onufrio) Aggiornamento 8 mar 2009: Un documento ufficiale dell'ANEV, l'associazione nazionale energia del vento, controfirmato da diverse associazioni tra cui legambiente, stima per il 2020 una potenza installabile pari a 16.2 Gw e una energia prodotta di 27.2 Twh (producibilità di 1680 ore/anno, 8% del consumo nazionale (340 Twh)). Sul documento dell'ANEV si dice: Il calcolo del potenziale eolico italiano ha coinvolto i migliori esperti del settore, le tecnologie più avanzate, nonché una vastissima banca dati, relativa al dato anemometrico nazionale, distribuito per singola Regione, ANEV ha tenuto conto:Attualmente a livello mondiale si ha un raddoppio della potenza installata ogni 3 anni. Nel 2008 si è arrivati in Italia alla potenza di 3.7 Gw con incrementi annuali del 35% e con una producibilità di circa 1700 ore. Un interessante documento di Ecoalfabeta (Marco Pagani) illustra la situazione. Se il trend valido a livello mondiale (raddoppio ogni 3 anni) fosse confermato a livello nazionale anche per i prossimi anni si avrebbe la seguente escalation:
L'aumento esponenziale della potenza installata lascierà il posto a un aumento lineare ad un certo punto come visualizzato nei grafici di Ecoalfabeta. Si noti che il potenziale eolico italiano che l'ANEV ha calcolato (16 Gw) sarà raggiunto molto probabilmente nel 2014 se verrà mantenuta la crescita esponenziale fino a quella data. SPS Italia e l'Università di Utrecht invece definiscono un potenziale doppio e pari a 30-35 Gw che verrebbe raggiunto nel 2017 sempre se la crescita esponenziale si manterrà fino a quella data. Un piccolo appunto riguarda la comparazione di questi dati con 4 centrali atomiche EPR da 1600 Mw l'una e producibilità dell'80%. Si tratta del nucleare che si avrebbe intenzione di costruire in Italia. L'energia di tali impianti è di 45 Twh, probabilmente la stessa energia che l'eolico ci fornirà nel 2017 se verranno mantenuti gli incentivi (certificati verdi). Secondo molti esperti le promesse centrali nucleari saranno pronte molto dopo quella data. Pagani illustra con un grafico valido a livello mondiale come l'eolico possa in breve raggiungere la stessa energia prodotta dal nucleare intorno al 2020 nel migliore scenario e qualche anno dopo secondo lo scenario medio. Questo fa comprendere come l'energia dal vento possa competere in termini di quantità con fonti energetiche quali il nucleare. Qui tralascio le problematiche quali la discontinuità nel fornire energia dell'eolico che fin'ora si sono rivelate poco importanti per via della forte interconnessione della rete elettrica europea. Aggiornamento 17 giu 2009: Un documento dell'Agenzia europea dell'ambiente (EEA), intitolato "Europe's onshore and offshore wind energy potential" stima che l'eolico on shore e off shore intallabile possa arrivare a coprire 20 volte il fabbisogno di energia elettrica che i 27 paesi della UE avranno bisogno nel 2020:
Per fare questo la rete elettrica dovrà essere pesantemente aggiornata integrando dorsali in corrente continua e alta tensione (HVDC) che trasportino corrente da una parte all'altra del continente europeo. In tal modo quando c'è vento nel nord Europa dovrà essere possibile il suo utilizzo nel sud Europa e vice versa. Nel rapporto dell'European Academies Science Advisory Council (Easac) descritto da QualeEnergia si evidenzia il problema della limitazione della espansione delle fonti quali l'eolico che trovano un collo di bottiglia nella rete elettrica europea che non è capace di trasportare elevate potenze a grandi distanze.
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