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Secondo
uno studio
CETA (Centro di Ecologia teorica ed Applicata), riportata da RAI
Televideo, si potrebbero ricavare 8.5 milioni di tonnellate/anno di
combustibili lignocellulosici, equivalenti a 2.2 milioni di tep/anno
dalla riconversione di 700 mila ettari da seminativo a culture
combustibili. Le "tep" sono le tonnellate equivalenti di petrolio che permettono di parlare di energia in termini uniformi. Per esempio 1 tep equivale a 10.76 Mwh e 1 t di gasolio è pari a 1.08 tep, tabella di conversione. Le colture agricole tradizionali offrono già circa 2.3 milioni di tep/anno che porta il totale a 4.5 milioni di tep/anno. Come sanno i nonni i boschi possono fornire legna per riscaldarsi d'inverno a costo di molto lavoro. CETA stima in 5.4 milioni di tep/anno ricavabili dagli alberi delle foreste nostrane. Altra fonte è il biogas che è stimato valere 2.0 milioni di tep/anno. In aggiunta sono citate nel rapporto altre risorse da biomassa di entità modesta. Sommano un po' tutti questi contributi si hanno 12-13 milioni di tep/anno. È interessante notare che il sole fornisce a Roma circa 1400 Kwh/m2 orizzontale in un anno e che secondo lo studio del CETA le colture lignocellulosiche danno 3.38 Kwh/m2, perciò l'efficienza risulta essere dello 0.24% contro il 12% dei pannelli solari. Questo indica che occorrono grandi superfici coltivate per soddisfare una piccola parte delle richieste energetiche nazionali. Le richieste energetiche italiane sono di circa 185 milioni di tep/anno secondo legambiente, per il riscaldamento residenziale delle famiglie si consumano 19 milioni di tep/anno. Sfruttando a fondo l'agricoltura, le foreste e la zootecnia si copre secondo lo studio del CETA i 2/3 delle richieste energetiche per il riscaldamento. Non si deve essere però pessimisti in quanto le nostre case non sono ben coibentate e non sfruttano quasi mai l'energia del sole tramite pannelli solari termici. Risparmi in tal senso renderebbero a mio avviso sufficiente l'energia proveniente dalle biomasse al fine del riscaldamento invernale. Con i pannelli solari da aprile a ottobre la caldaia potrebbe rimanere sempre spenta anche per l'acqua calda.
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