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Picco del petrolio nel 2006

Data: 30 ott 2007
ultima modifica: 19 mag 2010

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ℒ'Agenzia ANSA riporta che il picco di produzione mondiale del petrolio è stato raggiunto nel 2006:
PETROLIO: STUDIO,PICCO PRODUZIONE MONDIALE RAGGIUNTO IN 2006

(ANSA) - LONDRA, 22 OTT - Il picco  della produzione mondiale di petrolio è stato raggiunto nel 2006: è quanto afferma il gruppo di ricerca tedesco Energy Watch Group, in un rapporto presentato oggi a Londra. Inutile quindi aspettarsi un rapido ritorno a livelli "normali" dei prezzi del barile, che ha sfondato quota 90 dollari la scorsa settimana: secondo la ricerca, la produzione mondiale - ferma l'anno scorso a 81 milioni di barili al giorno - è destinata a scendere a 58 milioni nel 2020, e a 39 milioni nel 2030. Sarebbe quindi inevitabile, se si realizzassero queste previsioni, un aumento del prezzo del petrolio, a fronte di una crescita costante della domanda - con conseguente rischio di guerre e rivolte in tutto il mondo. I dati diffusi dall'Energy Watch Group sono in netto contrasto con quelli dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, che prevede una produzione in crescita nei prossimi decenni, fino a 116 milioni di barili al giorno nel 2030.

(ANSA). Z08-LQ 22-OTT-07 13:50
Questo lancio dell'agenzia non è più visibile in Rete, per qualche motivo i motori di ricerca non la trovano più, pare cancellata da Internet insieme a quest'altro lancio sempre dell'ANSA:
PETROLIO: NEL 2030 PRODUZIONE DIMEZZATA, SI RISCHIA COLLASSO RISULTATI RICERCA ENERGY WATCH GROUP

(ANSA) - LONDRA, 22 OTT - Un mondo senza petrolio e' difficile da immaginare oggi, quando buona parte del nostro stile di vita - dall'automobile all'agricoltura, dalla plastica alla luce elettrica - e' in buona parte dipendente, in un modo o nell'altro, dall' 'oro nero'. Eppure e' proprio a scenari di questo genere che invita a riflettere il rapporto dell'istituto di ricerca indipendente Energy Watch Group, presentato oggi a Londra: secondo lo studio, la produzione mondiale di petrolio ha raggiunto il suo ''picco'' nel 2006 ed e' destinata a piu' che dimezzarsi entro il 2030. Dagli 81 milioni di barili al giorno odierni, si passera' a 58 milioni nel 2020 e a 39 milioni nel 2030.

Lo scenario della futura crisi energetica - gia' preannunciato, secondo alcuni, dai recenti rialzi del prezzo del barile, che ha toccato la scorsa settimana la quota-record di 90 dollari - e' tutt' altro che roseo: ''Il calo previsto dell'offerta - si legge nel rapporto - potrebbe facilmente portare a preoccupanti scene di sommosse di massa come quelle che abbiamo visto lo scorso mese in Birmania. Per i governi, l'industria e l'opinione pubblica, temporeggiare non e' piu' un'opzione, perche' la situazione potrebbe andare fuori controllo e portare a un collasso della societa'''.

Secondo l'Energy Watch Group, il calo della produzione mondiale di petrolio sara' molto piu' rapido di quanto fino ad ora previsto: difficile, quindi, prevedere una transizione morbida dal petrolio alle fonti energetiche rinnovabili. Inoltre, lo studio riduce notevolmente la stima delle risorse petrolifere mondiali rispetto ai dati diffusi dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (Iea): con un calcolo basato sulla produzione effettiva registrata - e non, come fatto finora, sui dati diffusi dai governi, che spesso si sono rivelati gonfiati per motivi politici - l'Energy Watch Group fissa a 854 miliardi di barili il petrolio ancora da estrarre in tutto il mondo, contro i 1.255 miliardi dell'Iea.
 
''Il boom petrolifero - scrive il rapporto citando il sovrano saudita Abdullah - e' finito e non tornera'. Dobbiamo abituarci ad uno stile di vita differente''. Secondo il rapporto, e' necessario infatti un ''cambiamento strutturale'' del nostro sistema economico, perche' il calo dell'offerta molto
difficilmente verra' colmato da altri combustibili fossili, dal ritorno al nucleare o dalle fonti energetiche alternative.

Se il mondo oggi e' impreparato, sul banco degli imputati - secondo Jeremy Leggett, esperto di ambiente e ex-consulente del governo britannico - devono andare proprio i governi e l'industria petrolifera, colpevoli di ''negazionismo istituzionale'', spalleggiati a loro volta dalla Iea, che continua a mandare ai mercati un messaggio di ''business as usual''. In questo modo, conclude il parlamentare tedesco Hans-Josef Fell, promotore dell'Energy Watch Group, si continuano a bloccare gli investimenti indispensabili nei settori delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico.

(ANSA). Z08-LQ 22-OTT-07 16:13
Il primo lancio si trova nel sito di Debora Billi: Petrolio, il secondo nel sito, ad esempio, del Corriere Canadese.



La notizia è comunque stata riportata anche dall'autorevole The Guardian che è in lingua inglese.

Una verifica parziale della bontà di questo studio si ha esaminando la produzione mondiale di Petrolio (e assimilati) tramite i dati forniti dall'IEA (Agenzia Internazionale sull'Energia):

Produzione mondiale petrolio 2006-2007

L'altezza delle colonne sono i milioni di barili prodotti in tutto al mondo in un giorno, alla base delle colonne viola ci sono i quadrimestri del 2006 e del 2007. Le colonne rosse sono invece relative agli anni 2004, 2005, 2006.

Si vede abbastanza facilmente che la produzione mondiale di petrolio è ferma da quasi due anni sugli 85 milioni di barili al giorno (Mb/d). Negli anni passati il petrolio prodotto giornalmente aveva un incremento di circa il 2.5% all'anno, questo vuol dire che tra il 2004 e il 2007 ci si attenderebbe di passare da 83.3 a 89.7 Mb/d cosa che non avverrà in quanto fermi sugli 85 Mb/d.

Ancora più interessante è il grafico dell'EIA americana che mostra (linea rossa che è la media mobile ad un anno) come dall'inizio 2005 a fine 2007 la produzione mondiale di petrolio è stabile a circa 85 milioni di barili al giorno (qui i dati):

EIA oil
Si noti che mentre l'Energy watch group parla del solo petrolio, l'IEA e l'EIA parlano del petrolio e assimilati. Quindi si parla prima di una produzione di 81 milioni di barili al giorno e poi di 85 milioni di barili al giorno, la differenza, 4 milioni di barili al giorno, costituiscono gli idrocarburi assimilati al petrolio.

Aggiornamento 19 mag 2010: Il grafico elaborato da TOD (The Oil Drum) per quanto riguarda la produzione petrolifera che non include i condensati, il gas naturale liquefatto, ecc., è il seguente:

Produzione petrolifera
Come si nota siamo su un plateau oscillante all'altezza dei 73 milioni di barili prodotti ogni giorno che corrispondono ad 85 milioni di barili includendo altri idrocarburi. Siamo su questo plateau dall'anno 2005 e per questo le nostre economie stanno soffrendo e passiamo di crisi in crisi.



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Questo articolo è stato commentato 2 volte.

Ultimo commento inserito da Anonimo giovedì 3 gennaio con il titolo: Il petrolio.

Commento:

il petrolio non può sempre essere usato come unica fonte di energia perchè è super inquinante ed ha un costo che sta sempre aumentando di più , quindi è meglio usare energia rinnovabile, perchè arriverà un giorno in cui non ci saranno più soldi, perchè stati spesi per il petrolio in passato e con nessuna fonte elettrica per raccogliere l'energia rinnovabile quindi è meglio spendere soldi per impianti di energia rinnovabile che per il petrolio con cui ci rovineremmo la vita ed il pianeta che già adesso ne risente per il troppo inquinamento.



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Data: 30 ott 2007
modifica: 19 mag 2010
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argomento: Petrolio, articoli: Il Petrolio (secondo aggiornamento), Crisi energetica del gas, Politica Energetica (di Jimmy Carter), Il Petrolio (terzo aggiornamento), L'idrogeno, «rivoluzione» sulla carta , Previsioni 2008, Il Petrolio (quarto aggiornamento)

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