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Il Dollaro

Data: 1 mar 2005
ultima modifica: 14 mar 2009

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ℐl Dollaro non è più sicuro. I fatti. Gli USA hanno un deficit di 600 miliardi di dollari l'anno, l'83% del disavanzo è nelle mani delle banche centrali estere. In parole semplici il debito americano è quasi interamente comprato dalle banche estere.

Nelle banche centrali delle tigri asiatiche ci sono 2400 miliardi di dollari in biglietti verdi e titoli del debito pubblico americano. Le tigri sono Giappone, Cina, Taiwan, Corea del sud. Complessivamente ci sono quattro annualità del deficit USA.

Pochi giorni fa la banca centrale coreana ha mandato un rapporto di 32 pagine al suo parlamento in cui si diceva anche che la banca di Seul intendeva "diversificare le monete in cui investe". Ne è seguita una caduta della moneta americana (la peggiore degli ultimi 4 mesi) e alcune banche centrali tra cui quella Giapponese hanno avvisato i mercati che nessuna vendita di dollari è in programma.

La Corea del sud è la tigre che è esposta in minor misura sul versante dollaro ma i mercati sono molto nervosi. I quattro paesi asiatici si incontrano spesso per discutere anche di questa questione e secondo gli esperti hanno tutto l'interesse a non fare precipitare il valore del dollaro. Si presume che verranno comperati meno dollari e più euro nel futuro da parte delle tigri asiatiche così da ridurre l'esposizione verso la divisa americana.

Se l'operazione non avrà incidenti di percorso il debito pubblico USA passerà in altre mani ma ci si chiede di chi. Non vedo altra soluzione che un lento e progressivo deprezzamento del dollaro visto che le nazioni ricche sono l'Europa, le Tigri, gli USA.

Aggiornamento 9 giu 2006: In effetti il dollaro si sta lentamente deprezzando, attualmente siamo a quasi 1 $ e 30 centesimi contro euro.



Aggiornamento 14 mar 2009: Il premier cinese Wen Jiabao si è detto "francamente preoccupato" per il valore dei suoi investimenti in USA e chiede al presidente americano Obama di "onorare la sua parola , restare una nazione credibile e assicurare la salvezza dei capitali cinesi". La cina ha investimenti in bond statunitensi per 700 miliardi di dollari ma molti altri dollari sono investiti in territorio USA come ad esempio 340 miliardi di dollari nelle banche Fannie Mae e Freddie Mac appena salvate da Barack Obama.

Se gli americani iniziassero una politica di indebitamento pubblico massiccio si arriverebbe facilmente alla svalutazione del dollaro e a un deprezzamento dei buoni del tesori in mano asiatica e quindi cinese. Ma ovviamente la Cina non può vendere i titoli di stato americani altrimenti gli USA avrebbero grosse difficoltà ad allocare i propri titoli di debito con rilevanti conseguenze economiche e le esportazioni cinesi andrebbero in difficoltà. Sarà necessario che Obama calibri i suoi progetti di indebitamento pubblico con la necessità di non svalutare i bond in mano agli asiatici, Cina in primis, nazioni che hanno anche bisogno di esportare in USA.

Una difficile quadratura del cerchio che vede Wen Jiabao criticato internamente per la sua politica di investimenti americana che si è dimostrata poco proficua e poco lungimirante. Per avere un riferimento il PIL Cinese del 2008 è di 7800 miliardi di dollari mentre quello USA è di 14200 miliardi di dollari.



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Questo articolo è stato commentato 3 volte.

Ultimo commento inserito da Anonimo mercoledì 9 marzo con il titolo: H1dR0GeN0.

Commento:

Si, i numeri dovrebbero essere giusti [http://www.repubblica.it/lettfin/kwfin/online/lf_le_analisi/031028cesarano/031028/031028.html] anche se relativi al 2003. Ora non so come sia la situazione in numeri.
Per quanto riguarda un articolo scritto da me [http://h1dr0gen0.xoopiter.com/wp/?p=3]

Invece per quanto riguarda l'articolo di cui ti ho fornito il link la scorsa volta, credo sia stato scritto con troppo fervore antiamericano e poca correttezza giornalistica, poco obiettivo e troppi fronzoli. Comunque mi ha fatto ridere e l'ho inserito nelle mie pagine economiche.



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Data: 1 mar 2005
modifica: 14 mar 2009
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argomento: Economia, articoli: L'oro di carta (dollaro e petrolio), L'Inflazione ufficiale, Primo acquisto in bitcoin, Rimesse, Costi della Carta di credito, Calcolo di IMU e TASI, Evasione del canone RAI








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Uomo di Cheddar di 9'000 anni fa

Inglese di 9 mila anni fa ricostruito in base al DNA del Cheddar man il cui scheletro completo e ben conservato e stato ritrovato in Gran Bretagna. Aveva la pelle scura e gli occhi azzurri in base al DNA.

L’Uomo di Cheddar era un Homo Sapiens, era alto 166 centimetri e quando morì era intorno ai 20 anni. Faceva parte di una popolazione di cacciatori-raccoglitori, era intollerante al lattosio e agli amidi, aveva un sistema immunitario che lo difendeva da molte malattie. Quest'uomo è distante da noi solo 450 generazioni.

Lo spagnolo Uomo di La Braña, analogo a questo (pelle scura e occhi azzurri), era distante da noi solo 350 generazioni (7 mila anni).

Fonte: Nature


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