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Latte di montagna

Il latte che ho bevuto in montagna proveniva da mucche della razza alpina che fanno meno latte della razza frisona o di altre razze che solitamente si trovano negli allevamente intensivi di pianura. L'ho pagato un euro al litro ma al contadino parevano troppi e mi ha chesto di pagarlo un euro per un litro e mezzo, mi pare pure di ricordare che in una occasione voleva lo pagassi un euro addirittura per due litri.

In montagna trovavo il latte in tetrapack al costo di 1 euro e 14 centesimi ma era latte di pianura e quindi poco buono. Il latte del contadino o meglio delle mucche alpine era molto più buono. Tra le proteine in più e tra la panna in più sembrava di mangiare più che di bere.

Dopo anni abituato a bere latte di mucche frisone che fanno 50 litri al giorno, latte trattato, ho capito (finalmente) che avevo bevuto latte non all'altezza di quel nome. Oltre a risparmiare soldi mi piaceva bollirlo e vedere quanto tempo durava, sono arrivato a una settimana e ancora non andava a male.

I contadini ricevono sui 30-35 centesimi al litro, indipendentemente dal fatto che il latte sia buono o sia scadente. I "consumatori" hanno deciso che quando una sostanza è liquida e bianca allora è latte ma è falso.

Le mucche frisone hanno mammelle enormi, hanno a volte una malattia di nome mastite che può pure essere sub-clinica. In pratica le tette delle mucche si ammalano e quindi vengono usati dei farmaci. Sono sicuramente prese delle precauzioni mediche perché i farmaci non finiscano nel latte ma la questione mi suona come il caso degli antiparassitari usati in agricoltura e del tempo che deve intercorrere tra l'ultimo trattamento e la raccolta del prodotto agricolo: sappiamo tutti che un po' di quelle sostanze nocive ce le mangiamo.

Un contadino mi diceva che le frisone hanno vita breve, mangiano molto, si "consumano" se non mangiano molto, hanno problemi di salute, quando vengono uccise il mercato le vuole con difficoltà perché non hanno una carne buona. Sono mucche che esistono perché esistono i consumatori globalizzati.

Le vacche alpine fanno meno latte delle frisone, quelle che mi hanno dato il latte facevano fino a 40 litri al giorno. Come ha scritto un commentatore le mucche di una volta facevano 20 litri al giorno, credo che le bufale come quelle campane facciano ancora quella quantità di latte.

Ho mangiato in questi giorni alcune mozzarelle di bufala campana e mi è sempre più chiaro che meno latte fa una vacca e più buono è il latte, il fomaggio e il burro. Certo le mozzarelle di bufala costano sugli 11 euro al kilo, il formaggio fresco delle frisone costa 8 euro al kilo o anche meno ma la differenza di prezzo è compensata dal mangiare quello che i miei avi hanno sempre mangiato.

Col latte di montagna ho evitato di mangiare l'Itx, anche per questo il latte era buono.

Le regole comunitarie europee vietano ai contadini di vendere il latte e questo è un gran peccato perché in commercio si trova solo il latte di bassa qualità secondo il mio punto di vista. A dire la verità ho trovato un latte biologico prodotto nelle montagne autriache, il quale era buonissimo ma è molto difficile da trovare.

Come un gentile commentatore mi ha fatto notare e poi è stato seguito da altri risulta che da quest'anno 2005 sono state messi in piedi delle splendide iniziative permesse da una recente normativa. Si tratta si latte crudo raffreddato a 4 gradi centigradi appena munto e messo dentro un distributore automatico che dispensa il latte.

La durata è di 2 giorni e si può consumare senza bollirlo, credo che bollendolo si possa conservare più a lungo ma questa è solo una mia supposizione. Il costo è di 1 euro e ci sono centinaia di distributori di latte alla spina in tutta Italia.

Prossimamente berrò solo latte in bottiglie di PET, speriamo che senza inchiostro tossico sia più buono.

Altri testi sullo stesso argomento li trovate elencati di seguito sotto l'argomento Alimenti

Sandro kensan Data: 30 nov 2005
ultima modifica: 10 dic 2005
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argomento: Alimenti, articoli: Latte di una volta, Siamo diventati Grandi, Il Buon cibo, Salviamo le sementi contadine, Il lato oscuro del biodiesel, Latte crudo, Cibo a kilometri zero

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