Lo
sterminio degli ebrei fu accompagnato dallo sterminio
dei nomadi. Di quest'ultimo si parla molto poco perché aveva un grosso
consenso popolare, inoltre non ricevette alcun riconoscimento, se non
in minima parte, nella Germania post nazista. Il fascismo fece anche
per i nomadi la sua parte nel seguire il regime hitleriano.
Per quanto riguarda le leggi
razziali (di seguito si può leggere il manifesto della razza)
e i relativi internamenti
il regime di Mussolini e quello di Hitler si scambiavano le parti di
"primi della classe".
Molto poco si parla pure dell'internamento e dello sterminio degli
omosessuali, degli esperimenti fatti sui disabili anche bambini che venivano
sterilizzati, internati e soppressi e gli
internamenti dei credenti di altre religioni. Tutto questo al fine di
preservare la razza ariana sia italiana che tedesca e la religione
cattolica.
Si sa per certo
che ricoverati in ospedali psichiatrici italiani furono uccisi, si
presume che si puntasse a sopprimere i malati mentali soprattutto se
ebrei ma non solo.
È interessante notare che molti media
italiani di grande impatto come la tv e alcuni giornali stiano offrendo
una informazione massiccia sulla pericolosità sociale di minoranze
religiose e straniere, creando il presupposto affinché possano essere
proclamate leggi razziali o discriminatorie.
(Da "La difesa della razza", direttore Telesio Interlandi,
anno I, numero 1, 5 agosto 1938, p. 2).
Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un
gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che
hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o
aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.
- Le razze umane esistono.
La esistenza
delle razze umane non è già
una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà
fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è
rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini
simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che
continuano ad ereditarsi.
Dire che esistono le razze umane non
vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma
soltanto che esistono razze umane differenti.
- Esistono grandi
razze e piccole razze.
Non bisogna soltanto ammettere che
esistano i
gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che
sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche
ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i
nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un
maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal
punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una
verità evidente.
- Il concetto di razza è concetto puramente
biologico.
Esso quindi è basato su altre considerazioni che
non i
concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su
considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle
differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se
gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi,
dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una
storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è
diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da
tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza
abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse
armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle
altre le diverse razze.
- La popolazione dell'Italia attuale è
nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana.
Questa
popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra
penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane.
L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di
quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto
perennemente vivo dell'Europa.
- È una leggenda l'apporto di
masse ingenti di uomini in tempi storici.
Dopo l'invasione
dei
Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di
popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da
ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione
razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia,
nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di
quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di
oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano
l'Italia da almeno un millennio.
- Esiste ormai una pura "razza
italiana".
Questo enunciato non è basato sulla confusione del
concetto
biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di
nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani
di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa
antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della
Nazione italiana.
- È tempo che gli Italiani si proclamino
francamente razzisti.
Tutta l'opera che finora ha fatto il
Regime in
Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei
discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del
razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente
biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del
razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo
ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le
teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e
gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli
Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che
per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte
le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'Italiano ad un
ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.
- È necessario fare una netta distinzione fra i
Mediterranei d'Europa
(Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall'altra.
Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono
l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune
razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche
stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
- Gli ebrei non appartengono alla razza italiana.
Dei semiti che nel
corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria
nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia
nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto
il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei
rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia
perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in
modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
- I caratteri fisici e psicologici puramente europei
degli Italiani non
devono essere alterati in nessun modo.
L'unione è ammissibile
solo
nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di
vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un
ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono
uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli
Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea
e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli
ariani.
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Sandro kensan |
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Data: 29 gen 2008 Letture di questo articolo: 5046 |
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