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Il vincitore delle seconda guerra mondiale

Data: 3 mag 2015
ultima modifica: 8 ott 2016

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Medaglio URSS ordine della guerra Il 20% dei cittadini europei non sa nulla dell’ultima guerra e soltanto uno su otto crede che l’esercito sovietico abbia svolto un ruolo decisivo per la liberazione dell’Europa.

Schieramenti e mezzi
La marcia trionfale della Germania nazista attraverso l'Europa si arenò nell'Unione Sovietica. In quel periodo la potenza della macchina bellica hitleriana era colossale, mentre le possibilità delle forze armate degli USA e della Gran Bretagna restavano  limitate. L'URSS dovette quindi affrontare la maggior parte delle truppe tedesche. Nel 1941-1942 sul fronte russo era concentrato più del 75% di tutte le forze di Hitler, e anche negli anni successivi circa il 70% delle divisioni della Wehrmacht restava sul fronte russo-germanico. Eppure, fu proprio l'URSS a ottenere tutta una serie di vittorie che nel 1943 invertirono il corso della Seconda guerra mondiale a favore della coalizione antinazista.
Entro l'inizio del 1944 la Germania aveva subito delle gravi perdite, ma restava un avversario forte con ben 5 milioni di uomini e il 75% dei mezzi (5400 carri armati e semoventi d'artiglieria, 54600 cannoni e mortai, più di 3000 aerei) dislocati sul fronte russo. Anche dopo l'apertura del secondo fronte, il versante orientale restava per la Germania il più importante. Nel 1944 contro l'esercito sovietico combattevano più di 180 divisioni tedesche, mentre le truppe anglo-americane erano contrastate da 81 divisioni di Hitler.

Sul fronte russo l'intensità dei combattimenti fu particolarmente elevata. Sul totale di 1418 giorni (quanto è durata la guerra) i combattimenti attivi impegnarono le truppe per 1320 giorni, mentre in Africa settentrionale la durata complessiva dei combattimenti fu di 309 giorni (sul totale di 1068) e in Italia di 49 sul totale di 663 giorni. Dal punto di vista geografico, nell'Est la linea del fronte aveva la lunghezza di 4000-6000 km — 4 volte di quanto misuravano il fronte nordafricano, quello italiano e quello occidentale presi all'insieme.
Dall'Armata Rossa furono disfatte 507 divisioni della Germania nazista e 100 divisioni dei suoi alleati, cioè 3,5 volte di più rispetto a quanto fecero gli alleati su tutti i fronti della Seconda guerra mondiale. Sul fronte russo la Germania subì più del 73% di tutte le sue perdite. I sovietici distrussero la maggior parte (75% circa) dei mezzi della Wehrmacht: 70000 aerei, circa 50000 carri armati e cannoni d'assalto, 167000 pezzi d'artiglieria.
L'offensiva strategica dell'esercito sovietico nel periodo tra il 1943 e il 1945, portata avanti senza interruzioni, avvicinò la fine della guerra, salvando la vita a milioni di inglesi e americani e creando condizioni favorevoli per i nostri alleati in Europa. Oltre al proprio territorio, l'URSS liberò il 47% del territorio dell'Europa (gli alleati liberarono il 27% del territorio europeo e il restante 26% fu liberato con sforzi congiunti dell'URSS e dei suoi alleati). L'Unione Sovietica liberò la maggioranza dei popoli schiavizzati dai nazisti, salvaguardando la loro sovranità. Considerando l'attuale assetto dell'Europa (quando esistono, in qualità di Stati indipendenti, Bosnia, Ucraina, ecc.), l'URSS liberò 16 paesi d'Europa, gli alleati ne liberarono 9 (6 paesi liberati grazie agli sforzi congiunti). La popolazione complessiva dei paesi liberati dall'URSS era di 123 milioni di persone, 110 milioni furono liberati dagli alleati e insieme l'URSS e gli alleati liberarono quasi 90 milioni di persone.

La gravità delle perdite
L'Unione Sovietica sconfisse le principali forze del blocco hitleriano, garantendo la resa totale e incondizionata della Germania e del Giappone. Le nostre perdite umane superano di alcune volte quelle degli altri paesi (anche presi all'insieme): 27 milioni di cittadini sovietici contro 427mila americani, 412mila britannici e 5 milioni di tedeschi.
Durante la liberazione della Polonia l'esercito sovietico perse 600212 uomini (di cui 541029 furono uccisi o morirono a causa di ferite e malattie). In Ungheria perdemmo 140004 persone e quasi altrettanto in Cecoslovacchia, 69000 in Romania, 8000 in Jugoslavia, 26000 in Austria, più di 1000 in Norvegia e circa 2000 in Finlandia. Durante i combattimenti in Germania (compresa la Prussia Orientale) le perdite dell'URSS ammontarono a 101961 persone, di cui morirono 92961.
Oltre ai 27 milioni di morti, decine di milioni di nostri cittadini russi furono feriti e mutilati. Entro l'inizio della guerra (22 giugno 1941) nell'esercito e nella marina dell'URSS erano arruolati 4 826 907 militari. In 4 anni della guerra furono mobilitati ancora 29 574 900 russi. Considerando le formazioni paramilitari e i militari di carriera, questa cifra sale a 34 476 752 persone (in Germania, Austria e Cecoslovacchia, nel 1939, c'erano 24,6 milioni di maschi all'età compresa tra 15 e 65 anni). La russia perse un terzo della sua ricchezza: 1710 città e paesi, più di 70000 villaggi, 6 milioni di edifici, 32000 aziende e 65000 km di ferrovie furono distrutti.
Ogni paese ha apportato un suo contributo alla vittoria sul nazismo. Questa missione storica determina l'influenza degli Stati nel mondo postbellico e il loro peso nella politica internazionale, pertanto nessuno dovrebbe dimenticare o travisare il ruolo del nostro paese (la Russia) nella Seconda guerra mondiale.

© 2015 Sputnik articolo originale: link. http://it.sputniknews.com

Per chi ha avuto la pazienza di ascoltare il punto di vista russo (Sputnik è un media russo) e non è del tutto convinto/a del racconto su come sono andati i fatti, riporto il primo capoverso di una fonte più neutrale quale è, secondo molti, wikipedia che descrive così la grande guerra patriottica che ha visto l'epocale scontro tra i nazisti e l'orso sovietico:
Il Fronte orientale, noto anche come campagna di Russia, durante la seconda guerra mondiale rappresentò di gran lunga il più importante teatro della guerra tra le potenze Alleate (in particolare l'Unione Sovietica) e la Germania nazista, e, più in generale, lo scenario fondamentale che decise, negli anni tra il 1941 e il 1945, la seconda guerra mondiale in Europa.
Inoltre mi preme sottolineare come da parte occidentale si chiami questa guerra col generico nome di "IIª guerra mondiale" che viene dopo la prima guerra mondiale mentre in Russia ci si riferisca a questa guerra con un nome tutto suo e la si chiami "Grande guerra patriottica".

La locuzione grande guerra patriottica (in russo: Великая Отечественная война, traslitterato: Velikaja Otečestvennaja vojna) è utilizzata in Russia e in alcuni altri stati dell'ex Unione Sovietica per descrivere la resistenza all'invasione nazista. Tale espressione ricorda la "guerra patriottica" combattuta dall'Impero Russo contro Napoleone Bonaparte nel 1812 e meglio conosciuta come "campagna di Russia". (fonte wikipedia)

Alla parata per il 70° anniversario della vittoria sovietica sul nazismo assistono 30 capi di stato stranieri, tra cui i presidenti di Cina e India, quelli di Cuba e del Sud Africa, il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Ma i leader occidentali, soprattutto europei, hanno boicottato l’evento in segno di protesta per il ruolo di Mosca nella crisi ucraina. Nel suo editoriale, Le Monde afferma che i capi di Stato dell'Europa potrebbero pentirsi di non avere partecipato alle manifestazioni. Le Monde sostiene che in questo modo gli europei contribuiranno a diffondere in Europa una visione della storia che sottovaluta il ruolo dell’Armata rossa nella sconfitta del nazismo.

Sempre in questa occasione il Presidente americano Barack Obama, quello francese François Hollande, la Cancelliera Merkel, quello inglese e quello italiano, non sono andati alla parata militare. In pratica sia quelli che hanno perso la guerra che quelli che hanno dato un contributo alla vittoria si sono rifiutati di onorare i milioni di morti russi.

L'ex Presidente italiano Silvio Berlusconi ha affermato nel 70° anniversario nella sua lettera al Corriere della sera:
Caro direttore, l’assenza dei leader occidentali alle celebrazioni a Mosca per il settantesimo anniversario della Seconda guerra mondiale è la dimostrazione di una miopia dell’Occidente che lascia amareggiato chi, come me, da presidente del Consiglio ha operato incessantemente per riportare la Russia, dopo decenni di Guerra fredda, a far parte dell’Occidente.

La scelta di non essere presenti a Mosca è prima di tutto una mancanza di rispetto al contributo decisivo della Russia alla vittoria su Hitler nel 1945. E bene ha fatto il Corriere della Sera a sottolinearlo, ieri, con il bell’articolo di Franco Venturini. Naturalmente il regime di Stalin era un regime criminale, ma il sangue versato dai soldati russi (si calcolano 20 milioni di morti) per una causa che era anche la nostra meriterebbe ben altra considerazione.
Forse è il caso di concludere con l'articolo di Sputnik riportato che ha come titolo: «Da decenni agli europei si fa un lavaggio del cervello per minimizzare il ruolo dell'URSS e della Russia nella storia del XX secolo.» Forse nemmeno i capi di Stato europei sono a conoscenza del ruolo avuto dalla Russia nel secondo conflitto mondiale e per questo snobbano le manifestazioni in occasione degli anniversari.

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Data: 3 mag 2015
modifica: 8 ott 2016
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argomento: Storia, articoli: Denunzia di appartenenza alla razza ebraica, Fascismo e leggi razziali, Appunti di Storia, Manifesto della razza, Italia paese a sovranità limitata


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