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Preti pedofili

Data: 24 gen 2009
ultima modifica: 15 apr 2010

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A Verona non si fanno proprio mancare niente, diciamolo. Dalle aggressioni razziste a quelle fasciste è tutto un gran divertimento. La novità consiste nella scoperta di una banda di preti e "fratelli laici" pedofili che per anni avrebbero impunemente stuprato, molestato, tastato, palpeggiato, sodomizzato, bambini e bambine che erano sotto la loro responsabilità in un istituto per sordomuti/e.

In effetti questa cosa - che già era evidente in altre città - a Verona mancava e perciò forse hanno provveduto. Non sia mai che in un villaggio vacanze per fascisti, razzisti e moralisti che se la prendono con le prostitute per ragioni di "decoro", manchi l'elemento sorpresa. Quello che viene portato ad animare le feste mentre gli astanti già strofinano le mani come bruno vespa pregustando l'ora del divertimento.

Un parco giochi per sette nazifasciste, perversi occulti, sporcaccioni nascosti. Eccola Verona in tutto il suo splendore di ipocrisia e perbenismo, di nasini all'insù delle signore impellicciate e di indifferenza per ogni aggressione o morte che avviene per mano dei suoi rampolli.

Il cerchio si chiude davvero con questa storia e finalmente abbiamo capito tutto.

L'istituto è l'Antonio Provolo di Verona. I luoghi in cui si sarebbero compiute le violenze secondo la testimonianza - scritta e filmata - di 60 persone sarebbero lo stesso istituto, la Chiesa Santa Maria del Pianto, alla colonia estiva di Villa Cervi di San Zeno di Montagna, nella stessa residenza del vescovo (ultimo video, ultima testimonianza). Implicati 25 religiosi che dalla fine degli anni '50 al 1984 avrebbero abusato di tanti bambini e bambine. La testimonianza riguarda 60 persone (ma potrebbero essercene molte di più) che si sono sentite incoraggiate dalle affermazioni di condanna del papa per la pedofilia dei preti e che hanno provato quindi a portare avanti una denuncia che non aveva alcuna pretesa di risarcimento. Non hanno chiesto soldi ne' possono pretendere una sanzione legale perché il reato è comunque caduto in prescrizione.

Il loro interesse, soprattutto per i preti e i frati laici ancora in vita, è di far conoscere la storia e di evitare che questi individui ricoprano ancora incarichi di qualunque genere.

Il punto chiave della storia è infatti che alcune delle persone accusate - sebbene vecchie - sono ancora legate all'istituto con compiti di dirigenza.

Dice l'espresso: "Oggi l'Istituto Antonio Provolo ha cambiato completamente struttura e missione. Le iniziative per il sostegno ai sordomuti sono state ridimensionate e vengono finanziate anche dalla Regione Veneto. Adesso l'attività principale è il Centro educativo e di formazione professionale, gestito interamente da laici, che offre corsi d'avanguardia per giovani ed è specializzato nella riqualificazione di disoccupati. Al vertice di tutto ci sono sempre i religiosi della Congregazione della Compagnia di Maria per l'educazione dei sordomuti, che dipendono direttamente dalla Santa Sede. Alla Congregazione si sono rivolti gli ex allievi chiedendo l'allontanamento dei sacerdoti chiamati in causa."

Insomma è una storia tremenda, fatta di reticenze e di prudenze. Di scarica barile - per questioni di competenze giurisdizionali tra la curia vescovile e il dicastero dei religiosi e di accuse reciproche. Il vescovo dichiara di non saperne niente. Peccato ci siano sessanta tra uomini e donne che sono stati in quell'istituto in un periodo medio che va dai 6 ai 17 anni e che secondo i loro racconti ne hanno viste di tutti i colori:

sodomie; masturbazioni non autorizzate e richieste di rapporti orali; un prete in particolare aveva il piacere di toccare più volte il seno delle bambine sorde che andavano da lui in confessione; la confessione era ispiratrice di altre fantasie, poteva capitare che un prete tirasse fuori il pene e chiedesse alla bambina che aveva davanti di toccarglielo; c'era chi andava a trovare i bambini in stanza, chi li placcava in bagno, chi li portava negli sgabuzzini, chi li picchiava e li faceva mettere in ginocchio - e qui la componente sadomaso doveva essere davvero tanta. Proprio delle gran brave persone, insomma. 

By Fikasicula Femminismo-a-Sud, Link, Licenza CC.


Leggendo le notizie sparse in rete sia sulle testate giornalistiche on-line che su alcuni blog, ho notato molta prudenza e molta cura nel difendere i presunti pedofili della chiesa. Di solito quando si parla di pedofilia si parla automaticamente di castrazione chimica, in questo caso nemmeno nei commenti vi è qualche personaggio estremo che con la difesa dell'anonimato dichiari che i pedofili vanno castrati.

Eppure, eppure vi è la testimonianza (da verificare) di 60 adulti anzi di vecchietti e di vecchiette. Credo sia quel meccanismo per cui i panni sporchi (pedofilia) vanno lavati in casa (di romana chiesa e seguaci), che determina la difesa dei pedofili perché sentiti appartenenti alla propria comunità. Non concordo e proprio per questo ho pubblicato il testo di Fikasicula che sottolinea quanto è ipocrita e marcia questa comunità.

Il Provolo è una istituzione molto nota a Verona che ha dato lustro alla città e dove i concittadini vedevano la bontà della chiesa cattolica materializzarsi con una opera di bene verso i più poveri e diversamente abili.

Un commentatore mi ha fatto notare che esiste una disposizione firmata dal Papa che obbliga il clero alla segretezza rispetto alle autorità civili nei casi di preti pedofili. Wikipedia ha una voce in merito chiamata Crimen sollicitationis. Dalla sua lettura si evince che anche le vittime di pedofilia sono tenute all'omertà.

Inoltre negli Stati Uniti d'America dove sono stati migliaia i bambini abusati dal clero cattolico (quelli che hanno denunciato ed è stato fatto un processo con una condanna), un tribunale ha indagato sul perché esiste una sistematica reticenza nel denunciare tali orribili crimini ed è emerso che esiste la disposizione papale alla segretezza pena la scomunica. La Corte distrettuale di Harris County (Texas) ha indagato e nel gennaio 2005 ha imputato per "ostruzione alla giustizia" il Papa Joseph Ratzinger, per sospetta copertura dei casi di abusi da parte di preti negli Stati Uniti. Tale imputazione è tutt'ora in vigore, ma Ratzinger non può essere processato poiché è stata accolta dall'ex presidente Bush la sua formale richiesta di immunità in quanto "Capo di Stato in carica". Per i riferimenti si veda Wikipedia e la voce Crimen sollicitationis.

Fikasicula sul suo Blog collettivo aveva messo come ultima frase un rimando a un giochino in flash che per quanto orrido fosse rispecchia la realtà trovata dai tribunali americani. Nel gioco i preti abusano dei bambini/e e la ratio del gioco è impedire ai genitori di denunciare alle autorità gli abusi del clero. Il gioco si chiama operazione pretofilia, occorre avere flash player attivato per giocarci.

Aggiornamento 15 apr 2010: Mi occupo spesso di numeri per dare un quadro alla realtà e anche nel caso della pedofilia del clero esistono documenti interessanti che danno dei numeri. Uno di questi è il John Jay Report, un documento in inglese che è stato commissionato dalla Conferenza Episcopale statunitense (la CEI degli USA) a un importante College americano, il John Jay College of Criminal Justice. Non c'è ancora la voce di Wikipedia sul JJ Report quindi ho eseguito una piccola traduzione dei punti salienti dell'importante lavoro:
Il rapporto ha stabilito che, durante il periodo 1950-2002 (mezzo secolo), un totale di 10.667 persone hanno accusato preti di abusi sessuali su di loro quando erano minorenni.

Di questi, la diocesi ha potuto convalidare 6.700 accuse contro 4.392 sacerdoti statunitensi, circa il 4% di tutti i 109.694 sacerdoti che hanno prestato servizio durante il periodo coperto dallo studio.

Le indagini prevedevano che le informazioni fossero filtrate in modo che non comparissero mai sia i nomi delle vittime che quello degli abusanti.

Le diocesi sono state incoraggiate a redigere relazioni sulla base di indagini che avevano compiuto.

Dei 4.392 preti cui le accuse erano convalidate, sono stati contattati dalla polizia 1.021 individui e di questi, 384 sono stati incriminati di cui 252 sono stati condannati e 100 esponenti della curia sono finiti dietro le sbarre, 3.300 preti non sono stati studiati perché le accuse sono state fatte dopo che il sacerdote accusato era morto.

Così, il 6% di tutti i sacerdoti contro cui le accuse sono state fatte sono stati condannati e circa il 2% ha ricevuto pene detentive fino ad oggi.

Per quanto riguarda le vittime circa il 73% delle vittime che hanno denunciato ha 14 anni o è un bambino. Si noti che per la legge italiana gli atti di pedofilia riguardano i minori di anni 14 cioè i bambini.

Il 6% hanno una età sotto i 7 anni, il 16% sono bambini e bambine tra gli 8 e i 10 anni, il 50.9%, ha una età compresa tra gli 11 e i 14 anni, il 27.3% delle vittime sono adolescenti tra i 15 anni e i 17 anni.
Se la composizione delle vittime si potesse spalmare uniformemente sui 4.392 sacerdoti abusanti, si avrebbe che il 73% di costoro preferisce bambini o quattordicenni, cioè circa 3.200 preti sono pedofili o quasi pedofili su 109.694 sacerdoti che hanno prestato servizio durante il periodo coperto dallo studio.

La percentuale di pedofili nella curia statunitense sarebbe quindi molto alta e pari a circa il 2.9%.

Per confronto alcuni dati sulla pedofilia tra i laici maschi danno numeri intorno allo 0.1%, un caso ogni 1000 uomini adulti contro il caso ogni 34 sacerdoti della fede che si può calcolare da questo Rapporto John Jay.

Se utilizziamo l'ampia casistica di questo studio e estendiamo i suoi risultati a tutto il clero cattolico mondiale si hanno risultati interessanti.

Visto che questi numeri sono confrontabili, cioè i preti sono uomini adulti, si può dire che il tasso di pedofilia nel clero è 30 volte superiore al tasso di pedofilia tra la corrispettiva popolazione maschile adulta.

In altre parole se si incontra un maschio adulto laico sconosciuto si incontra un pedofilo in un caso ogni 1000, se si incontra un prete sconosciuto si incontra un pedofilo in un caso ogni 34. Perciò si possono incontrare 30 uomini laici e si ha lo stesso rischio di incontrare almeno un pedofilo che se si incontra un solo prete.

Aggiornamento 8 ott 2012: Mi è arrivata oggi una curiosa email da parte di Google che riguarda  questo articolo. Queste pagine hanno un po' di pubblicità che viene messa automaticamente da Google, il programma pubblicitario si chiama AdSense e ha un preciso regolamento stabilito da Google. Bisogna che le pagine web in cui c'è la pubblicità AdSense rispettino le regole e pare che questa pagina non le rispetti:
N. ID problema: 18691707

Sito web interessato: kensan.it

Pagina di esempio dove è avvenuta la violazione:
http://www.kensan.it/articoli/Pedofilia_preti.php

Azione richiesta: apporti le modifiche al sito entro 72 ore.

Stato dell'account corrente: Attivo

Spiegazione della violazione


ADULTI/TESTO CON CONTENUTI SESSUALMENTE ESPLICITI: come stabilito dal
regolamento del programma, ai publisher AdSense non è consentito
pubblicare annunci Google su pagine che trattano contenuti destinati a un
pubblico adulto, tra cui testi sessualmente espliciti.
Quindi da oggi su questa pagina non ci sarà più la pubblicità di Google.

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