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Quando
finirà il petrolio?
L'ASPO studia i problemi legati al massimo nella produzione di petrolio e gas liquidi, la stima del picco è prevista per il 2010. I Futures del greggio (light crude, qualità di petrolio di riferimento in America) parlano di prezzi molto oltre i 50 dollari al barile fino al 2010-2012. C'è da attendersi che il petrolio sia destinato ad essere sempre più caro in modo strutturale, indipendentemente da guerre locali come il caso dell'Iraq o le destabilizzazioni di singoli stati produttori di petrolio. Questo è quello che le autorità energetiche e finanziarie danno per assodato. Fornisco alcuni dati per tenere traccia della situazione economica al variare del prezzo del greggio. Ogni 10 dollari di aumento del petrolio il Commissario europeo all'economia ha sostenuto che il PIL (Prodotto Interno Lordo) diminuisce dello 0.5%. Attualmente (2004) l'area euro ha un PIL sull'1%, un rozzo ragionamento porta a prevedere che sui 60-80 dollari al barile l'intera Europa sarà in recessione. Sarebbe bene pensare a strutturare le nostre economie in modo indipendente dal greggio almeno nei comparti economicamente strategici, inoltre ci sono scelte ovvie che solo la politica può incentivare.
La guerra in Iraq e molti altri comportamenti "bullisti" in giro per il mondo potrebbero essere evitati se l'oro nero è meno indispensabile. Noi italiani abbiamo i soldati sopra un giacimento ancora vergine a Nassiria (Nassiriya), in Iraq. Secondo l'agenzia giornalistica ANSA i nostri soldati sono sopra 1.9 miliardi di barili di petrolio che fanno ai prezzi attuali (60$/b) un bottino di guerra pari a 114 miliardi di dollari. Forse un pannello solare sopra le nostre case avrebbe eletto altre persone in parlamento e avrebbe reso meno indispensabile un presidio violento per il greggio che serva a fare acqua calda. Aggiornamento 15 mag 2010: Per qualche motivo questo vecchissimo testo del 2005 riceve circa 20 letture al giorno da parte dei navigatori. Ho scritto molti testi sul tema petrolio e mi sono pure stancato di mostrare al mondo che abbiamo un problema. Voglio però segnalare la lettera aperta di ASPO Italia (l'associazione che studia il problema del picco del petrolio) che è stata mandata a molte istituzioni pubbliche, la lettera inizia così: Egregio Sig. Presidente,Nota: nella lettera aperta di ASPO si fa presente che l'IEA (il cane da guardia degli interessi petroliferi dei paesi più potenti) stima il picco del petrolio tra 18 mesi mentre in questo mio testo del 2005 affermo che l'IEA (l'agenzia Internazionale per l'Energia) stima il picco nel 2030. Non ci sono contraddizioni in queste due affermazioni semplicemente perché l'Agenzia si è ravveduta e ha cambiato i numeri che offriva agli Stati e ai mass media (giornali e televisioni) portandoli agli stessi valori di quelli calcolati dall'ASPO.
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