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Astroturfer

Data: 27 mag 2009
ultima modifica: 15 ago 2016

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𝒞hi scrive commenti a pagamento è chiamato un astroturfer e di questo e della propaganda si occupa questo testo. Generalmente si usa il termine prezzolato però nel caso di Internet si è scelto il termine inglese  astroturfer che wikipedia definisce come quelle persone pagate e organizzate in modo da sembrare una onda popolare che sostiene una certa idea, un certo partito, un certo prodotto.

L'astroturfing (l'azione compiuta dagli  astroturfer) è un reato e le aziende che si macchiano di questo misfatto sono punite fino a mezzo milione di euro.

Gli astroturfer sono le persone che permettono ai markettari disonesti di creare negli utenti dei blog/forum/chat/IRC/Newsgroups la sensazione che il "popolo" la pensa in un certo modo (buzz marketing) o che un suo pari acquisti certi prodotti, realizzando quello che viene chiamato undercover marketing.

In molti si chiedono se gli astroturfer esistano davvero, la risposta è che non ci sono prove della loro esistenza se non per casi limitati, però esistono molti sospetti. Per esempio alcuni anni fa (credo nel 2001) nello spazio commenti del giornale on-line Punto-Informatico si stava discutendo delle solite questioni tecniche quando per alcuni giorni fino al giorno delle elezioni c'è stata una invasione organizzata di una orda di persone che hanno imposto discussioni politiche.

Interessante per capire cosa significa essere un astroturfer è la lettura dei seguenti due post (messaggi scritti sui newsgroups) sicuramente verosimili di un certo T.Lemon che ha imperversato in un gruppo di discussione che parla di politica:
Buonanotte a tutti, scrivo questo post dopo una assenza dal gruppo che è durata oltre un mese e mezzo, e che molti utenti avranno sicuramente avuto modo di notare. Innanzitutto voglio porgere a voi tutti le mie scuse più sincere, per tutto quello che ho scritto, e per gli insulti che ho rivolto a molti di voi negli anni passati.

Parecchi frequentatori di questo (e di altri) NG, in realtà, avevano subodorato il fatto che io postassi quelle cose soltanto perché pagato. Ebbene, devo ammettere che avevano ragione: ho lavorato, o per meglio dire "collaborato", con dei politici locali, e con degli attivisti politici, facenti capo a chi sta ora al governo.

La ricompensa per questo non consisteva in uno stipendio, bensì in alcuni contributi in denaro che ricevevo praticamente sottobanco, non esistendo alcun tipo di contratto di lavoro o di collaborazione. Praticamente lavoravo "in nero", e per un compenso molto più vicino a quelli dei paesi dell'est europeo, che non a quelli italiani.

Un'altra cosa importante: non ho mai condiviso nel merito il contenuto dei messaggi. Detto più chiaramente, mi sono attenuto alle istruzioni che mi venivano impartite, in particolar modo con riguardo alla forma dei messaggi: l'imperativo era di non entrare troppo nel merito delle questioni, attingendo ad una rosa di possibili soluzioni, tra cui: brevi accuse (quasi mai documentate), messaggi denigratori, qualche boutade propagandistico-elettorale, per giungere, in alcuni casi, a delle offese vere e proprie.

Un altro aspetto da rimarcare era l'atteggiamento da tenere quando i messaggi venivano contestati nel merito, magari con delle argomentazioni dettagliate e documentate: in tal caso l'ordine era di "passare oltre", fingendo di non aver nemmeno letto le risposte, il che equivaleva quindi ad ignorarle.

In alcuni casi mi è stato "consigliato" di replicare ai post - o alle risposte che i miei post ricevevano - scrivendo cose palesemente false, il che aveva il chiaro scopo di influenzare le persone meno informate e ferrate in materia politica, ed in particolare chi non partecipava alle discussioni (limitandosi a leggere, o meglio, a "lurkare" il NG): non tanto, o non solo, perché si trattava di una quota non trascurabile delle persone che accedevano a questo NG, ma anche perché, spesso, si trattava di gente ancora priva di una opinione politica ben formata, o comunque radicata, e quindi più "appetibile", rispetto ad altri utenti, magari già schierati o, semplicemente, più informati...

Nella realtà dei fatti avevo bisogno di denaro con cui pagarmi gli studi universitari, dato che i miei genitori non navigano nell'oro. Per questo motivo, in precedenza, mi ero occupato di lavoretti di vario tipo, ottenuti sempre con contratti a tempo determinato, o peggio come para-subordinato (in pratica le collaborazioni a progetto).

Ma questo "lavoro", in realtà, non prevedeva alcun tipo di accordo scritto, consistendo in tutto e per tutto in un lavoretto a nero, che svolgevo da casa mia. Il tutto ha avuto la sua conclusione ai primi di novembre, quando sono stato gentilmente informato che la mia "opera" non era più necessaria. Tuttavia, queste persone, mi hanno invitato a continuare a postare, forse convinti che io la pensassi come loro, senza più percepire alcun soldo, insomma, come volontario... Al che ho detto basta.

Capisco perfettamente il disprezzo con cui qualcuno (anzi, più che qualcuno...) può aver reagito alle cose da me postate, così come al fatto che chi leggerà questo messaggio mi considererà alla stregua di un vigliacco, essendomi rifiutato di continuare a scrivere solo perché, di fatto, licenziato (se così si può dire...), e non per una mia improvvisa resipiscenza.

Concludo rinnovando le mie scuse, anche se, in tutta franchezza, non penso proprio che possano servire a farvi mutare opinione sul mio conto (e non è nemmeno quello che cerco).

Vi chiedo una sola cosa: cercare di capire.

"Gianni"

P.S.: Casomai qualcuno se lo fosse chiesto: mi sono vergognato molte volte, soprattutto quando affrontavo l'argomento "politiche del lavoro".
Seguito da questo altro interessante post:
Allora, per quella che è stata la mia esperienza ti posso dire che ricevevo poche centinaia di euro al mese, senza alcun tipo di contratto (l'avevo già scritto nel messaggio di ieri). Non avevo nemmeno un orario, né un numero di messaggi prestabilito. Erano queste persone che, di volta in volta, decidevano quanto darmi, per cui, forse, sarebbe più corretto parlare di una serie di "mance", che mi venivano date settimanalmente. So che uno di loro seguiva i NG come lurker  per controllare il mio "lavoro", tant'è che spesso sia lui che gli altri suoi "sodali" erano al corrente di quanto avevo scritto.

Oltre ai NG ho postato anche su parecchi Blog, Guest-Book, con nick di volta in volta diversi, e, per circa tre settimane, ho
fatto propaganda anche su IRC, in particolare sui canali locali (#milano, #torino, etc.). Un "orario di lavoro" (se così si può chiamare...) mi era stato dato per le chat, questo sì, e consisteva nelle ore comprese tra le 20:30 e le 23 (per sfruttare il maggior traffico), cosa che per i NG non serviva, visto che qui i post restano visibili anche dopo averli inoltrati.

Per altri postatori pagati non so, non conosco nessun'altra persona che abbia fatto la stessa cosa, quindi non ti saprei dire.

Comunque mi scuserai se non aggiungerò particolari più precisi su questa gente, per motivi che penso si possano ben intuire... Ultima cosa: risponderò solo ai messaggi inerenti a questo thread, e non ne aprirò di nuovi, visto che non avrei alcuna credibilità (e vorrei vedere, vista la fama che mi sono costruito...)

I due post citati sono di T Lemon e si possono trovare tramite google groups ai link: 1, 2.

Per quanto riguarda la legge italiana Dlgs 146/07 contro l'astroturfing che recepisce la direttiva europea 2005/29/CE contro le pratiche commerciali scorrette tra imprese e consumatori, le parti interessanti sono:
Art. 23.
Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli

Sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:
dichiarare o lasciare intendere, contrariamente al vero, che il professionista non agisce nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, o presentarsi, contrariamente al vero, come consumatore;

Con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l'Autorità dispone inoltre l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 500.000,00 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione.
In campo politico si tratta di una forma di propaganda che bene si abbina a questi principi della propaganda di Goebbels che ho trovato molto interessanti:
Joseph Paul Goebbels (Rheydt, 29 ottobre 1897 – Berlino, 1º maggio 1945)

1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l'avversario in un nemico, nell'unico responsabile di tutti i mali.

2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

3. Principio della trasposizione.
Caricare sull'avversario i propri errori e difetti, rispondendo all'attacco con l'attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

4. Principio dell'esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all'infinito diventa la verità”.

7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l'avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell'avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l'avversario.

10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

11. Principio dell'unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.


Articoli sull'astroturfing:

La legge contro i commenti a pagamento (astroturfing).
Un testo su Spindoc.
Articolo di Panorama che descrive la legge.
Il divieto in UK e in Italia di fare astroturfing.
L'opinione di un criminologo su Punto-Informatico.
Articolo generico sull'astroturfing.
L'articolo su Psicologia forense.
La cronicità del problema nelle opinioni dei clienti degli alberghi.

Aggiornamento 14 ago 2016: una comparsa del capo degli astroturfer è avvenuta per sbaglio in Italia, il campo è quello politico e il burattinaio sembra proprio il portavoce del primo ministro del Bel Paese. Sembra che tramite whatsup sia stato inviato il messaggio al gruppo di giornalisti nazionali che faceva così:
«menare Di Battista sulla Libia»
alcuni (uno) giornalisti svegli hanno considerato che il portavoce di Matteo Renzi, Filippo Sensi, abbia sbagliato chat e che il messaggio dovesse finire in quella dove si telecomandano le truppe di astroturfer. Marcello Foa che dirige il gruppo editoriale cui appartiene il giornale svizzero "Il Corriere del Ticino" ha scritto un interessante articolo dal titolo: «Renzi e i “picchiatori del web”: una verità imbarazzante».

Ovviamente la stampa italiana non si è accorta di nulla ma ricordiamoci che la libertà di stampa in Italia è al livello dei paesi africani. Siamo 77esimi e a una incollatura dall'Albania, un nostro paese fratello anche nella libertà di stampa oltre che nella lingua. Forse l'unico giornale ad avere pubblicato la notizia è "Il Fatto quotidiano" col titolo «Sensi vuole “menare” Di Battista. Ma sbaglia chat», oltre c'è il deserto.

𝒜ℬ𝒞𝒟ℰℱ𝒢ℋℐ𝒥𝒦ℒℳ𝒩𝒪𝒫𝒬ℛ𝒮𝒯𝒰𝒱𝒲𝒳𝒴𝒵

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