Internet e Antonio Di Pietro
La Rete è uno spazio libero, nel quale chiunque può manifestare il proprio pensiero senza disporre di mezzi finanziari o avere in tasca un tesserino di qualche ordine. E’ uno spazio che fa venire l’orticaria a chi crede che l’unica libertà sia quella di servirlo. La libertà dei servi.

Berlusconi ha annunciato che vuole regolamentare Internet e che farà una proposta al prossimo G8. Ogni due o tre mesi, Internet, riceve le attenzioni della politica, da Levi a Cassinelli, che vuole una sola cosa: controllarlo.

Io sono convinto che questo non sia possibile in uno Stato democratico, ma in un Regime certamente si. E l’Italia sta scivolando verso un Regime. Non bisogna sottovalutare le intenzioni di Berlusconi. La sua ossessione da quando è tornato al Governo è l’informazione. Prima il salvataggio di Rete 4 abusiva, poi il divieto di pubblicazione delle intercettazioni e la battaglia sull’elezione del presidente del Consiglio di Vigilanza RAI, in seguito gli attacchi alla RAI e ai direttori del Corriere della Sera e della Stampa, l’aumento dell’Iva su SKY e ora Internet.

Berlusconi passa il tempo a difendere gli interessi di Mediaset che coincidono con i suoi interessi politici. L’Italia dei Valori è cresciuta anche, forse soprattutto, grazie alla Rete e a una relazione diretta con i cittadini.

Io credo profondamente in Internet come strumento di democrazia e farò in modo di impedire che sia messo sotto controllo. Internet inoltre conta per lo sviluppo del Paese più del petrolio. Muove informazioni, processi, dati, intelligenze. Non va controllato, va sviluppato.

Invece l’Italia è l’unico Paese dell’UE dove il numero delle famiglie che accedono alla Rete diminuisce da un anno all’altro secondo il rapporto Eurostat. Un evento mai successo, a mia conoscenza, nel mondo da quando esiste Internet. Nell’ultimo anno l’Italia è passata al 42% delle famiglie dal 43%. Siamo stati superati da tutti tranne che, ma forse ancora per poco, da Bulgaria e Romania. L’Italia è al 42% mentre l’Olanda è all’86%, la Svezia all’84%, la Danimarca all’82% e la Germania al 75%.

La recessione e la scarsa diffusione della Rete in Italia vanno di pari passo. Nel Paese ci sono migliaia di Comuni senza banda larga, ma si punta su un digitale terrestre senza futuro.

Internet non ha bisogno di bavagli e di censure, ma di sviluppo.

Antonio Di Pietro, 4 Dicembre 2008
Licenza CC, link.


Di Pietro Antonio Data: 6 dic 2008
Letture di questo articolo: 1181

Firefox: Riprenditi il web


Firefox è stato scaricato 1 miliardi 312 milioni 797 mila 759 volte.









affinché l'italia non dimentichi le leggi razziali
Fonte NO(b)LOGO/hidden_side, licenza CC
Questo articolo tratta argomenti che sono trattati anche negli articoli:
(Il link all'argomento porta alla descrizione sommaria di tutti gli articoli aventi lo stesso tema)

argomento: Politica, articoli: Proposte di Beppe Grillo sull'Energia, Prima censura in Italia ad Internet (censura alla cinese), Fiorello Cortiana (partito dei Verdi), Complotti (manovrare la massa), Linux nel comune di Pescara, Fascismo e leggi razziali, Censura a Facebook

argomento: Internet, articoli: Internet via GPRS, Censura (bavaglio alla rete delle reti), HotSpot in Italia, Filtri Bayesiani, Internet via GPRS: TELIT MG10, Armani moda Vs Armani.it, Chiavetta Edge per Linux

Ciao Anonimo, commenta questo articolo!

NON ci sono ancora COMMENTI per questo articolo :

commenti abilitati per gli anonimi
Commenti sperimentali
by kensan & Mp
www.kensan.it Licenza Creative Commons 2.0
I miei testi sono sotto la Licenza "Creative Commons 2.0 Italia": se sei interessato a pubblicare i miei articoli leggi le note aggiuntive.
Questo sito usa Google AdSense come sistema pubblicitario e memorizza sul tuo pc uno o più cookie, leggi l'informativa sulla privacy che ti riguarda.
Kensan geek site

e-mail