In Italia, l'accesso alla contraccezione gratuita non è un diritto uniforme, ma varia drasticamente da Regione a Regione. L'analisi dei dati rivela una situazione frammentata che possiamo riassumere in quattro livelli di accesso.
La Toscana è l'unica regione italiana con un programma veramente completo, offrendo gratuitamente tutti i principali metodi contraccettivi (pillola, cerotto, anello, spirale, impianto, preservativi) a un'ampia fascia di popolazione, che include giovani under 25, donne con basso reddito e studentesse universitarie.
Regioni come Emilia-Romagna, Piemonte e Puglia offrono una solida copertura per categorie specifiche: giovani fino a 25-26 anni, donne in condizioni di disagio economico (con esenzione) e donne nel periodo post-partum o post-interruzione di gravidanza.
In questa categoria rientrano regioni con politiche restrittive. L'Abruzzo offre la pillola gratuita solo ai 14-21 anni. Il Lazio si limita alla pillola del giorno dopo. Le Marche coprono gratuitamente solo IUD e impianti sottocutanei nelle province di Pesaro e Ancona. La Lombardia ha una misura approvata ma non ancora attiva.
Per la maggior parte delle Regioni italiane, tra cui Veneto, Sicilia, Campania, Liguria, Sardegna, Calabria e altre, i metodi contraccettivi sono a totale carico dell'utente, con servizi che variano da singola ASL.
Per conoscere esattamente la situazione nella tua Regione, clicca sulla mappa interattiva. Troverai i dettagli sui metodi disponibili, i requisiti per l'accesso e i link ai consultori di riferimento.