𝒞lassifica dei metodi contraccettivi degli e delle italianə secondo la ricerca del Censis del 2025.
Sintesi del sondaggio sui metodi contraccettivi adottati dagli/dalle italianə pubblicato nel Rapporto CENSIS 2025: cap 6.1.4 pagina 68 del Rapporto
Nota: I metodi quali "Coito interrotto" e "Contraccezione naturale ritmica" sono considerati metodi contraccettivi naturali e quindi ad alto tasso di fallimento. Sono consigliabili alle coppie in cui la gravidanza causata dal fallimento del metodo è un evento accettabile. Non proteggono da MST.
Nella gestione concreta della sessualità un posto significativo lo ha il rapporto con la contraccezione, che è collegato alla fiducia nel partner e più ancora al proprio benessere derivante dalla tutela della propria salute e autodeterminazione.
Tra coloro che hanno rapporti occasionali e che quindi rischiano malattie sessualmente trasmissibile (MST) e gravidanze indesiderate, il ricorso alla contraccezione è maggioritario: il 61% prima di un rapporto occasionale chiede apertamente al partner di ricorrere a metodi contraccettivi. È più alta la quota tra le donne (il 71,3%) rispetto agli uomini (52,8%) e tra i più giovani (il 66%) rispetto ai 35-44enni (56,2%).
Le misure contraccettive più diffuse tra gli italiani sono il profilattico (49,8%), la pillola anticoncezionale (21,5%) e il coito interrotto (21,4%) che è un metodo contraccettivo naturale e quindi a efficacia molto bassa (adatto a chi può accettare una gravidanza). Mentre quote nettamente inferiori fanno ricorso ad altre forme di contraccezione (fig. 15).
Tra i più giovani si manifesta una maggiore attenzione alla sicurezza, che comunque segnala una probabilmente maggiore permeabilità alle informazioni e, quindi, una certa interiorizzazione della cultura della prevenzione sia delle gravidanze che delle MST.
Riguardo alle ragioni per cui le persone scelgono di non chiedere al partner di ricorrere alla contraccezione possono entrare in gioco una molteplicità di aspetti diversi quali un certo imbarazzo o disagio nel parlarne apertamente, ad esempio nel caso di rapporti occasionali, una propensione ad affidarsi al partner o, spesso, semplicemente una percezione ridotta del rischio. In base a quanto emerso anche in precedenza, non esplicitare la propria scelta in materia di contraccezione può influenzare concretamente l’esperienza sessuale, incidendo sulla chiarezza e sulla sicurezza percepita nella relazione.
In definitiva, la contraccezione, come la selezione dei partner e la gestione del piacere, si inserisce in un orizzonte di responsabilità e autonomia, sottolineando come fiducia, consapevolezza e comunicazione siano condizioni indispensabili per vivere la sessualità in modo sicuro e sereno.
La Rete Pro-Choice RICA (Rete Italiana Contraccezione Aborto) si occupa di sensibilizzare l'opinione pubblica e la politica sui temi della contraccezione e dell'aborto spingendo con azioni che hanno coinvolto una vasta rete di Associazioni per avere leggi e regolamenti per esempio per fare passare in classe A la categoria degli anticoncezionali, quindi gratuita nelle farmacie.
Le mobilitazioni del 2020 hanno coinvolto molte decine di associazioni con una raccolta di 80mila firme su un documento comune per superare l’arretratezza dell’Italia su questo fronte, consegnato alle autorità di salute pubblica, oltre che presidi al Ministero della salute per fare pressioni. La richiesta esplicita era ed è di garantire l’accesso all’aborto farmacologico e alla contraccezione.
Una parte di quelle richieste è andata a buon fine con l'estensione del periodo in cui è eseguibile l'aborto farmacologico che è passato da 7 settimane di gestazione alle 9 settimane, segnando un riconoscimento delle capacità di incidere sulla vita delle persone da parte delle associazioni per il diritto alla scelta quando agiscono unitariamente. Per l'attuazione pratica di quella circolare ministeriale, invece, i progressi sono lenti e con molti ostacoli.
Altre richieste hanno avuto una primo successo con AIFA che ha approvato la gratuità della contraccezione orale in tutte le fasce di età e della profilassi pre-esposizione contro il virus dell’HIV, per poi essere affossata per motivi poco comprensibili dal governo nel 2023. Non ostante questo diverse regioni si sono mosse per colmare la mancanza di gratuità dei metodi contraccettivi a livello nazionale.
Pro-Choice si è occupata di raccogliere le informazioni e i dettagli che permettono alle persone di proteggersi sia da gravidanze indesiderate che da malattie sessualmente trasmissibili (MST), creano una mappa interattiva a livello regionale.
Sintesi del sondaggio sui metodi contraccettivi adottati dagli/dalle italianə pubblicato nel Rapporto CENSIS 2025: cap 6.1.4 pagina 68 del Rapporto
Metodi contraccettivi utilizzati in Italia
Fonte: Censis – 59° Rapporto (2025) – valori percentuali su popolazione 18–60 anni
Il totale non è pari a 100 perché erano possibili più risposte.
Nota: I metodi quali "Coito interrotto" e "Contraccezione naturale ritmica" sono considerati metodi contraccettivi naturali e quindi ad alto tasso di fallimento. Sono consigliabili alle coppie in cui la gravidanza causata dal fallimento del metodo è un evento accettabile. Non proteggono da MST.
Nella gestione concreta della sessualità un posto significativo lo ha il rapporto con la contraccezione, che è collegato alla fiducia nel partner e più ancora al proprio benessere derivante dalla tutela della propria salute e autodeterminazione.
Tra coloro che hanno rapporti occasionali e che quindi rischiano malattie sessualmente trasmissibile (MST) e gravidanze indesiderate, il ricorso alla contraccezione è maggioritario: il 61% prima di un rapporto occasionale chiede apertamente al partner di ricorrere a metodi contraccettivi. È più alta la quota tra le donne (il 71,3%) rispetto agli uomini (52,8%) e tra i più giovani (il 66%) rispetto ai 35-44enni (56,2%).
Le misure contraccettive più diffuse tra gli italiani sono il profilattico (49,8%), la pillola anticoncezionale (21,5%) e il coito interrotto (21,4%) che è un metodo contraccettivo naturale e quindi a efficacia molto bassa (adatto a chi può accettare una gravidanza). Mentre quote nettamente inferiori fanno ricorso ad altre forme di contraccezione (fig. 15).
Tra i più giovani si manifesta una maggiore attenzione alla sicurezza, che comunque segnala una probabilmente maggiore permeabilità alle informazioni e, quindi, una certa interiorizzazione della cultura della prevenzione sia delle gravidanze che delle MST.
Riguardo alle ragioni per cui le persone scelgono di non chiedere al partner di ricorrere alla contraccezione possono entrare in gioco una molteplicità di aspetti diversi quali un certo imbarazzo o disagio nel parlarne apertamente, ad esempio nel caso di rapporti occasionali, una propensione ad affidarsi al partner o, spesso, semplicemente una percezione ridotta del rischio. In base a quanto emerso anche in precedenza, non esplicitare la propria scelta in materia di contraccezione può influenzare concretamente l’esperienza sessuale, incidendo sulla chiarezza e sulla sicurezza percepita nella relazione.
In definitiva, la contraccezione, come la selezione dei partner e la gestione del piacere, si inserisce in un orizzonte di responsabilità e autonomia, sottolineando come fiducia, consapevolezza e comunicazione siano condizioni indispensabili per vivere la sessualità in modo sicuro e sereno.
Campagne di Pro-Choice RICA per la contraccezione gratuita
La Rete Pro-Choice RICA (Rete Italiana Contraccezione Aborto) si occupa di sensibilizzare l'opinione pubblica e la politica sui temi della contraccezione e dell'aborto spingendo con azioni che hanno coinvolto una vasta rete di Associazioni per avere leggi e regolamenti per esempio per fare passare in classe A la categoria degli anticoncezionali, quindi gratuita nelle farmacie.Le mobilitazioni del 2020 hanno coinvolto molte decine di associazioni con una raccolta di 80mila firme su un documento comune per superare l’arretratezza dell’Italia su questo fronte, consegnato alle autorità di salute pubblica, oltre che presidi al Ministero della salute per fare pressioni. La richiesta esplicita era ed è di garantire l’accesso all’aborto farmacologico e alla contraccezione.
Una parte di quelle richieste è andata a buon fine con l'estensione del periodo in cui è eseguibile l'aborto farmacologico che è passato da 7 settimane di gestazione alle 9 settimane, segnando un riconoscimento delle capacità di incidere sulla vita delle persone da parte delle associazioni per il diritto alla scelta quando agiscono unitariamente. Per l'attuazione pratica di quella circolare ministeriale, invece, i progressi sono lenti e con molti ostacoli.
Altre richieste hanno avuto una primo successo con AIFA che ha approvato la gratuità della contraccezione orale in tutte le fasce di età e della profilassi pre-esposizione contro il virus dell’HIV, per poi essere affossata per motivi poco comprensibili dal governo nel 2023. Non ostante questo diverse regioni si sono mosse per colmare la mancanza di gratuità dei metodi contraccettivi a livello nazionale.
Pro-Choice si è occupata di raccogliere le informazioni e i dettagli che permettono alle persone di proteggersi sia da gravidanze indesiderate che da malattie sessualmente trasmissibili (MST), creano una mappa interattiva a livello regionale.



