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Fake news per censurare

Data: 30 gen 2017


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ℐl recentissimo caso della decisione di Google-Adsense di cancellare Byoblu, il sito diretto da Claudio Messora, dalla lista di quelli che possono ospitare inserzioni pubblicitarie a pagamento (seppure secondo i criteri giugulatori del colosso americano) è la conferma definitiva della grande offensiva censoria che sta investedo il web e tutta l'informazione/comunicazione alternativa al mainstream.

La natura di questa offensiva è chiara: i poteri che detengono la proprietà di tutti i principali organi di comunicazione del mondo occidentale (radio-televisivi, tele-cinematografici, giornali e riviste) stanno registrando una evidentissima crisi di consenso. La Grande Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne non ha smesso di produrre e riprodurre l'inganno globale per cui è stata costruita. Ma perde colpi a grande rapidità. Bastano tre esempi clamorosi che sono sotto gli occhi di tutti: la Brexit, la vittoria elettorale di Trump e il "no" plebiscitario alla cancellazione della Costituzione italiana.

In tutti e tre questi casi i "pubblici" hanno risposto in modo opposto a quello rispettivamente voluto — e atteso — dai padroni dell'informazione/comunicazione in Gran Bretagna, Stati Uniti d'America e Italia. Tre batoste che hanno prima sorpreso, poi sconcertato, infine spaventato i "poteri". Le cause di questi rovesciamenti di fronte sono molteplici e qui non intendo analizzarle tutte. Ma una di esse, senza alcun dubbio, è l'esistenza ed estensione impetuosa di altri canali di comunicazione, che i "poteri" non sono stati in grado di controllare. Peggio, la loro sconfitta si è trasformata in ludibrio quando il nuovo Presidente americano (Trump) ha letteralmente affondato, di fronte al pubblico planetario, la corazzata del mainstream mondiale, rifiutando di rispondere a una domanda della CNN e dicendo: "voi diffondete il falso".

Se non si parte da queste constatazioni non si capiscono molte cose: la delirante risoluzione del Parlamento Europeo che invita a una grande crociata mondiale contro i portatori delle cosiddette fake news; l'immediato arruolamento di tutti i gate-keepers; per finire (ma siamo solo all'inizio) con la mobilitazione di tutti i social networks, cioè dei proprietari di Google, Facebook, Twitter, e compagnia cantante sul web. Tutto il frastuono sollevato attorno ai presunti hackers russi è servito a dirottare l'attenzione dei più, ma è funzionale alla stessa operazione di imbavagliamento.

In Italia si è distinta la signora Boldrini, che ha già assoldato le prime squadracce di controllori. Ci si è affrettati a definire il concetto di fake news. Con effetti esilaranti ma anche inquietanti del tipo: fake news sono tutte quelle notizie, cose, idee che non provengono dal mainstream. Operazione non ancora completata ma già in esecuzione. Infatti Google ha cominciato a "spegnere" siti che non rientrino, appunto, nei criteri del mainstream. Il caso di Messora è una delle prime circa 500 chiusure operate da questi "tribunali" improvvisati, che emettono già sentenze inappellabili. E si andrà oltre, molto oltre.

In Italia, secondo qualificate analisi, esistono non meno di 10.000 bloggers e, in generale, media attivisti che diffondono sistematicamente le loro idee in rete, usando internet e i social networks. Una valutazione prudente dice che, tutti insieme, toccano quotidianamente dai quattro ai cinque milioni di cittadini italiani. Cifre corrispondenti riguardano tutti i paesi occidentali. Fermarli tutti non sarà facile, ma intimidire moltissimi, in varie forme, è invece possibile.

Si chiude così la fase dell'ingenuo entusiasmo di tutti coloro (e sono miriadi) che credevano di poter usare indefinitamente e liberamente la Rete in quanto sottratta al controllo del "potenti". È stato così per una certa e corta fase: ora non sarà più così. I padroni dell'universo non possono permettersi di regalare a nessuno il più grande potere di cui dispongono. La proprietà è sempre stata la loro, adesso cominciano a esercitarla.

Partono in enorme vantaggio: sono pochi, potentissimi, coalizzati, protetti dai governi e dalle loro polizie. Di fronte a loro c'è il mare, grande, ma molecolare, dei singoli: senza mezzi, senza organizzazione, senza difesa. Qua e là ci sono solo sintomi di resistenza. In Italia è appena nata la WAC (Web Activists Community), che si propone come una syndication per proteggere I loro interessi. Bisogna farla crescere. Non è l'unico strumento di difesa.

Bisogna che la comunità democratica nel suo complesso, gli eletti dal popolo a tutti i livelli, i magistrati, gl'insegnanti, le organizzazioni della società civile, capiscano il pericolo che corriamo tutti se i poteri riusciranno a imbavagliarci, essendo evidente che è proprio quello che hanno cominciato a fare.

Articolo ariginale: Sputnik - Autore: Giulietto Chiesa


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