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HotSpot in Italia

Data: 6 nov 2003
ultima modifica: 21 lug 2005

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𝒫er chi non lo sapesse le connessioni wireless sono molto diffuse nei paesi come l'India poveri di infrastrutture fisse. Gli HotSpot nel senso di punti gateway di tipo wireless utilizzanti il protocollo 802.11.b/g sono massicciamente presenti nei grandi agglomerati urbani americani come la notevole copertura fatta a Manhattan.

Un singolo hotspot viene usato per servire computer fissi o partatili in un raggio che varia dai 50 ai 300 metri, si può quindi utilizzare una sola connessione fissa a banda larga per garantire una banda più modesta a un numero consistente di amici oppure di invitati. Come si sa esistono problemi di sicurezza con la vecchia autenticazione, con la attuale la sicurezza è migliorata. Non tutti credono in un servizio fornito solo dopo autenticazione, diversi gestori di hotspot danno accesso libero alla loro connessione, lasciando che anonimi si colleghino col loro portatile wireless.

Veniamo alla situazione italiana.

Innanzitutto mi sento di affermare che la vendita del Governo delle licenza UMTS ai vari gestori ha portato alla emanazione di un restrittivo decreto Gasparri che di fatto impedisce di usare le reti wi-fi come sostitute dell'umts, la parte dolente dell'atto legislativo è la seguente:
"Il presente provvedimento fissa le condizioni per il conseguimento dell'autorizzazione generale per la fornitura, attraverso le applicazioni Radio LAN nella banda 2,4 GHz o nelle bande 5 G1-17, dell'accesso dei pubblico alle reti e ai servizi di telecomunicazioni, in locali aperti al pubblico o in aree confinate a frequentazione pubblica quali aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime e centri commerciali"
Secondo l'opinione di molti e pure di diversi esperti, questo significa che è impedito l'uso legale di un collegamento senza fili al di fuori della proprietà in cui risiede l'hotspot. È tutta materia nuova che deve ancora reggere all'urto dei tribunali ma intanto questa sembra la volontà del ministro.

Nella pratica non è impossibile che una rete di quartiere fatta fra amici venga colpita dalla PolPost, la polizia postale e delle telecomunicazioni. La normativa è comunque nuova e poi provare che si sta servendo utenti al di fuori della propria propietà richiede la collaborazione degli utenti serviti che di norma sono degli amici.

Secondo aspetto sono le clausole che chi da il collegamento a larga banda, tipicamente ADSL, tipicamente i gestori di telefonia, possono e credo impongano. In particolare per violazioni del contratto come la condivisione della banda ADSL. In tali casi la ritorsione del gestore è l'annullamento del contratto.

Usando l'immaginazione oppure la realtà di altri paesi, si potrebbe descrivere una serie di ragazzi che mettono in piedi un personale hotspot servendo una ampia area e sostituendo l'uso di molti device come i telefonini di seconda, seconda e mezza o terza generazione. Anche le comunicazioni telefoniche potrebbero passare per le reti wi-fi. Il risparmio sarebbe enorme e la comodità e il guadagno per tutti ad accezione che per le grandi compagnie telefoniche che non potrebbero più vendere prodotti a questo punto inutili.
In effetti le telecom servirebbero solo per connettere a internet gli hotspot, le altre loro attuali funzioni diventerebbero obsolete.

Un esempio pratico di Hot Spot è quello fatto dai ragazzi del progetto reLOAd descritto da Riccardo Orioles nel suo articolino intitolato "L'Isola del Wi-Fi". Attualmente questo progetto pratico è stato chiuso ma la strada è aperta.

Chi abbia voglia di mettere su un punto di emissione personale, un access point ovvero un hotspot, sappia che il costo è basso, si parla di pochissime centinaia di euro, mentre la scheda per ogni pc fisso o portatile che si voglia connettere ha un costo inferiore al centinaio di euro.

La portata di questi dispositivi è modesto e va dai 50 metri orizzontali per luoghi con molte mura ai 300 metri e oltre per zone aperte, senza ostacoli. Non ho avuto modo di fare nessun esperimento ma dai molti siti di produttori visitati pare che una distanza elevata comporti solo una banda ridotta.

Per esempio la ditta NetGear afferma per un proprio prodotto di tipo Access Point Netgear ME102, le distanze:

Velocità di connessione Distanza coperta in esterno Distanza coperta in interno
1 Mbps
503 m
152 m
2 Mbps
402 m
122 m
5,5 Mbps
352 m
82 m
11 Mbps
255 m
53 m

Non sono specificate le condizioni che hanno permesso il test del prodotto in interno, i muri in cemento armato sono molto schermanti rispetto a murature più leggere e non si parla di quanta muratura è considerata. Le distanze verticali, i solai, danno grossi problemi e spesso anche per brevi distanze si ricorre ai ponti (Bridge) fatti in tecnologia wireless o wired. Si tenga presente che 1 megabit per secondo è comunque una velocità considerevole rispetto ai 56Kbps dei normali collegamenti con modem telefonici, si parla di velocità di 20 volte superiore.

È immaginabile che alla velocità modem si raggiungano distanze indoor di almeno 200-300 metri. Per approfondimenti e domande i ragazzi di it.comp.reti.wireless sono sicuramente più preparati di me. Gli Hacker del progetto Reload hanno coperto un parco antistante, sarebbe interessante conoscere le caratteristiche tecniche del loro wireless, questo indica comunque la realizzabilità e il poco costo della copertura di ampie zone libere da ostacoli.

Se poi si pensasse di cambiare opportunamente la normativa riguardo le potenze emesse dagli HotSpot, pensando a un aumento, si arriverebbe ad ampie coperture come si fa normalmente in USA e in altre parti del mondo. Occorre tenere presente che le onde elettromagnetiche sono probabilmente nocive alla salute quindi è meglio tenere basse le potenze emesse dagli Access Point o comunque tenerli lontano dalle persone e dagli animali. Piccole torri a distanza di qualche kilometro sono normalmente usate per coprire ampi territori a basso costo ma, ovviamente, non in Italia per via delle scelte ministeriali che coprono interessi monopolistici.

Aggiornamento 21 lug 2005: ADSL in affitto? Rischi e opportunità
Dividere il canone ADSL con il proprio vicino di casa, grazie a una LAN Wi-Fi. È possibile farlo e non ci sono leggi che lo vietino. Benefici e rischi di quella che potrebbe diventare una moda tra gli smanettoni.

«È possibile e in linea di massima non è illegale. Comporta però qualche rischio, che è possibile evitare o limitare con qualche accorgimento tecnico e una buona dose di prudenza. Ne parlano a Punto Informatico due tra i massimi esperti di Wi-Fi in Italia: Paolo Nuti, vicepresidente AIIP, l'associazione dei principali provider italiani, e Raoul Chiesa, ex hacker e ora titolare di @Mediaservice, azienda di sicurezza informatica.» Articolo completo di Punto-informatico.

𝒜ℬ𝒞𝒟ℰℱ𝒢ℋℐ𝒥𝒦ℒℳ𝒩𝒪𝒫𝒬ℛ𝒮𝒯𝒰𝒱𝒲𝒳𝒴𝒵

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Data: 6 nov 2003
modifica: 21 lug 2005
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argomento: Internet, articoli: Stampa clandestina, Internet e Antonio Di Pietro, Google Sidewiki, Cercare domini liberi, Cambiare i DNS su Linux, Le perdite dei giornali on line, Appunti di Storia


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