Opinioni in vendita
Internet manipolata


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Questo è un allarme di primo livello sulla possibilità di essere manipolati da parte di inquinatori della pubblica opinione. È un argomento molto serio ma è anche semplicemente un warning.

Attualmente i Blog fanno molta opinione, l'autorevolezza è conquistata con anni di blogging in cui si sono inanellate opinioni condivise da altri bloggers o siti autorevoli. Su Internet gli opinionisti diventano tali con un sistema che ha molte somiglianze anche formali con il sistema di ranking di Google.

Si parte da zero e si scrive il proprio pensiero, se piace si viene linkati, citati e pubblicati altrove. Lo spazio commenti è d'obbligo, ogni passo falso dovrà essere subito segnato e diminuirà le stellette guadagnate sul campo. È un rapporto alla pari, 1 a 1, in cui il lettore vale quanto lo scrivente e lo spazio commenti afferma che in ogni momento le parti si possono invertire: l'ignorante è il blogger, il sapiente è il lettore.

Ma non ostante queste frasi rassicuranti pare ci siano blogger che hanno speso tempo per costruirsi una fama e che sono pronti a vendere la loro opinione.

Il fenomeno non è nuovo ed era presente ai tempi dei newsgroups (almeno come voce di corridoio, di rumors) ma coinvolgeva poche persone. Invece i Blog hanno una portata più ampia e quindi sono molto più pericolosi o più utili per chi vuole manipolare l'opinione degli internauti.

Sul Blog di Mantellini opinionista di Punto Informatico, si solleva la questione.  A proposito dei Blog americani sulla guerra Juan Cole avanza l'ipotesi che alcuni abbiano la funzione di orientare l'opinione pubblica secondo il volere dell'amministrazione Bush. Juan ne parla dal suo punto di vista di persona contraria alla guerra.

Commentatori sul blog di Mantellini affermano che nel campo del marketing viene molto gettonata la richiesta di influenzare i blog:
"Devo dire che in questi cinque anni di consulenza sull'uso di Internet per il marketing è la cosa che mi è stata chiesta più spesso (influenzare newsgroup e adesso anche blog)."
Quindi il mercato richiede imbonitori.

Mafe afferma che i motivi dell'immunità dei blog dall'essere manipolatori dell'opinione pubblica è che:
"la prima delle quali è che creare l'autorevolezza necessaria per influenzare qualcuno in un ambiente paritario è un lavoro di anni, quindi molto costoso"
Comunque se è una questione di soldi e se l'obiettivo è importante allora c'è spazio per pagare e per manipolare.

Non entro nel merito e quindi non distinguo volutamente i vari gradi di inquinamento della pubblica opinione, a seconda dei gusti personali si può fare una scaletta, si potrebbe dire che chi pubblica e recensisce a pagamento nel proprio blog prodotti commerciali si macchia di essere sceso a compromessi col marketing anche se a carte scoperte.

Chi fa pubblicità nascosta sempre dietro compenso è già più colpevole di fronte ai propri lettori, chi viene pagato dal governo o dai suoi servizi oppure convinto dietro pressioni per dare una direzione filogovernativa al proprio blog, gioca sporchissimo.

Juan Cole terminava il suo pezzo scrivendo:
Is the blogging world actually less open to manipulation than corporate media? Stay tuned.

I blog e la loro sfera d'influenza sono meno permeabili da parte dei manipolatori dell'opinione pubblica di quanto lo siano i media tradizionali? Rimanete sintonizzati su queste frequenze per avere la risposta.
Da parte mia starò attento e non posso che dire: stay tuned.
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Ultimo commento inserito da kensan mercoledì 26 gennaio con il titolo: x Puffetta.

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Sandro kensan

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