Perché non bisogna aver paura di IBM


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La spiegazione è un percorso nuovo ma spero mi si voglia seguire. Attraverserò i pensieri illuminati che si trovano in rete, che io ho trovato. In breve si può dire che Internet ha permesso agli innovatori del pianeta di trovarsi creando le novità dei bit, chi le vuole sfruttare commercialmente non può che arruolarsi come soldato semplice e prendere ordine dal Mantainer, dal bug-finder o dal traduttore della lingua più sconosciuta del mondo.

Con nazioni come la Cina che per i suoi bassi costi del lavoro spingono fuori mercato molte aziende, non si può che affidarsi a chi ha dimestichezza col "nuovo" e che lo crea per mestiere di vita. In un recente articolo affermavo insieme a shrike che gli Hacker (ma non solo) sono naturalmente portati a innovare, molte aziende che si occupano di IT si stanno rapidamente affidando a questo motore umano dell'innovazione che in genere viene chiamato semplicemente "comunità".

Molte sono le obiezioni a questo nuovo modello di sviluppo, per esempio il sistema volontario che sta alla base della comunità viene visto come una debolezza. Non sono di quest'avviso. Molti hanno osservato che si tende al minimo dispendio di energia per ottenere lo stesso risultato. I volontari che contribuiscono ai vari progetti potrebbero lavorare in importanti aziende ma per vari motivi fanno dell'altro e quindi possono fare vedere al mondo e ai loro pari le proprie capacità svincolati da necessità economiche. *In una intervista di un personaggio conosciuto si è parlato del modello volontaristico dello sviluppo di linux, della mancanza di termini ecc, ma non ho il link...* A questo punto c'è spazio per la creazione di un prodotto a prezzo nullo e non c'è motivo di sprecare risorse spendendo di più.

I tre aspetti esaminati sono la forza della comunità. Mancanza di paura del nuovo, anzi artigiani della novità; mancanza di ricattabilità economica in quanto si fa un altro lavoro; senso di appartenenza ad un gruppo a cui si affidano i più grossi nomi nomi dell'informatica. Tutti punti di forza che non lasciano spazio a paure nei confonti di colossi quali IBM.


Ma forse ancora più importante è la dipendenza psicologica dalla comunità da parte delle aziende che si sta formando in quesi anni. Quel che è nuovo in termini di bit è materiale incandescente per molte industrie del settore, alcune volte tentano di soffocarlo oppure non lo lasciano uscire dalle loro mura. La guerra dei formati non permette a Microsoft Office di implementare il formato portabile PDF come ha ben scritto Attivissimo nel suo articolo sulla suite Libera OpenOffice.org 1.1. Sui giornali informatici si vedono anche casi di dipendenti che pubblicano programmi innovativi sotto GPL come WASTE che vengono dopo poche ore ritirati dai loro dirigenti non si sa quanto legalmente.

Molte aziende hanno imparato che l'innovazione va lasciata ai professionisti, in questo caso  la comunità, in quanto ingestibili da parte delle singole industrie del software. Ecco la dipendenza psicologica e il passaggio graduale da creatori di programmi a sostegno esterno di nomi come IBM, SUN, Novell ecc, ecc. Questa è una tendenza che in un passato articolo esaminavo, che si sta affermando e che fa comprendere il livello di partnership tra IBM e la "comunità". La recente presa d'atto di SUN che OpenOffice.org merita assistenza, va in questa direzione. Alla luce di questo si può forse dire che Big Blue presagiva che avere delegato a Microsoft la gestione del DOS sarebbe stata una mossa conveniente...
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Sandro kensan

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