Economia GPL


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Esistono esempi di società che vedono fallire prima o dopo il proprio progetto di ricavare reddito o di fare business tramite applicativi validi, esempi eclatanti sono Netscape Navigator, Blender, Star Office. In questi casi si è passati da un controllo diretto dello sviluppo dell'applicativo a una semplice proprietà del marchio e dei sorgenti che però hanno travalicato la linea di confine: non più proprietà dell'azienda ma della comunità degli sviluppatori.

Altri applicativi nascono fin dall'inizio senza lo scopo classico di essere posseduti da una corporation e di ricavarne quattrini, ad esempio Java, il formato PDF, il formato Ogg Vorbis, tutte le distribuzioni a pagamento come Mandrake, Suse, Red Hat e altre (con alcuni limiti al ragionamento dati da parti di distribuzione proprietarie come YAST e altro codice per la RH). Pare che il supporto che si può definire "esterno" sia la soluzione che si sta imponendo. Un esempio eclatante è l'appoggio che sta diventando sempre più importante di IBM a Linux.

La linea di confine tra proprietà privata e proprietà pubblica del codice sorgente la fa la licenza, molte volte nei progetti economicamente non sostenibili da una azienda si passa da una licenza che si riserva tutti i diritti a una classica LGPL, versione light della GPL.

Mozilla Firefox è diventato il browser alternativo a IE e Navigator è diventato a sua volta il browser a valenza commerciale che poggiava le sue fondamenta su Mozilla. Blender è stato dismesso e comprato dalla comunità, la NaN si è riservata un appoggio esterno al software di modellistica 3D. Star Office è la parte commerciale che si basa sul codice di OpenOffice.org.

Anche per la musica si è in presenza di uno spostamento analogo. La Apple con il suo servizio i-Tunes che permette l'acquisto a 99 centesimi di dollaro a canzone, sembra non guadagni molto. Il business lo fa alla solita maniera, con l'hardware ovvero con l'iPod. La ditta di Cupertino è forse l'esempio più lungimirante di questa politica economica: dare software per vendere l'hardware.

Pare quindi che ci sia una difficoltà oggettiva a lucrare direttamente sul software e che le aziende si spostino su compiti che più le si addicono: assistenza, hardware, marketing, controparte per le pubbliche amministazioni o le altre aziende.
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Sandro kensan

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