Trasparenza, Glasnost, Transparency
Bella ciao
La Resistenza

Tornata in auge, Bella Ciao è una delle canzoni più conosciute della Resistenza italiana. Propongo l'mp3 di quasi 4 minuti arrangiata dal Maestro Mario Zuccante. Si tratta di una versione live in stile cori alpini come da migliore tradizione. Questo il testo:  

Bella Ciao
 
Questa mattina mi sono alzato
O bella ciao, o bella ciao, o bella ciao ciao ciao
Questa mattina mi sono alzato
E ho trovato l’invasor
 
O partigiano portami via
O bella ciao, o bella ciao, o bella ciao ciao ciao
O partigiano portami via
Che mi sento di morir
 
E se io muoio da partigiano
O bella ciao, o bella ciao, o bella ciao ciao ciao
E se io muoio da partigiano
Tu mi devi seppellir
 
Mi seppellisci lassù in montagna
O bella ciao, o bella ciao, o bella ciao ciao ciao
Mi seppellisci lassù in montagna
Sotto l’ombra di un bel fior
 
E la genti che passeranno
O bella ciao, o bella ciao, o bella ciao ciao ciao
E la genti che passeranno
E diranno oh che bel fior
 
E questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, o bella ciao, o bella ciao ciao ciao
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la libertà.

Bella Ciao - Seconda guerra mondiale - La Resistenza contro il nazifascismo

Bella Ciao in versione MP3 da scaricare (sono 6.5 MB, 4 minuti e 46 secondi).
licenza Creative Commons: Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia (CC BY-NC-SA 2.5)

La versione che proponiamo si deve a:

"Bella ciao",
arrangiamento per coro e quartetto d'archi di Mauro Zuccante,
Coro e strumenti dell’Accademia Musicale S. Giorgio di Verona,
Direttore: Sandro Filippi
Live, Teatro Da Ponte, Vittorio Veneto, 2008

Altre versioni:

Bella Ciao suonata molto bene dai Chumbawamba con le parole in inglese. Questa versione è in memoria di Carlo Giuliani morto a Genova durante le manifestazioni contro il G8 per mano delle forze dell'ordine.

Bella Ciao (non più scaricabile) interpretata dai Modena City Ramblers (sono 3.4 MB)

Bella Ciao (non più scaricabile) CGIL Toscana (sono 1.2 MB)


Tina Anselmi racconta la sua Resistenza

La Democrazia

In Italia bisogna riorganizzare la partecipazione attraverso gli strumenti della democrazia: la democrazia per essere vissuta appieno necessita di essere partecipata. Esiste il problema reale come organizzare le istituzioni, lo stato, la vita sociale, la libertà. Perché la democrazia sia vissuta c’è bisogno di avere fiducia negli uomini. Tutte le dittature si caratterizzano per il disprezzo nei confronti dell’uomo, la democrazia deve essere costruita, al contrario, sulla fiducia degli uomini. La democrazia non può che appellarsi a tutti i cittadini perché veramente tutti possano partecipare e in ciò si cela forse il passaggio più impegnativo: se tu vuoi partecipare devi anche garantire la partecipazione degli altri.

La scelta

Nella nostra incoscienza io e miei compagni abbiamo accettato una sfida, abbiamo vissuto un’esperienza drammatica, in un momento in cui era necessario schierarti e decidere da che parte stare. Siamo stati per certi aspetti fortunati, perché la realtà ci aveva costretti a decidere guardando la verità in faccia, ed io capisco che oggi per i giovani sia assai più difficile prendere una strada che non sia superficiale e di comodo.

La Resistenza

A spingermi ad una decisione così fondamentale per la mia vita fu un episodio che determinò non soltanto me, che avevo appena 16 anni e mezzo, ma anche altre ragazze. Era il 26 settembre 1944, ed ero a scuola, frequentavo l’Istituto Magistrale a Bassano, quando i fascisti costrinsero tutti gli studenti a recarsi in Viale Venezia, ora Viale dei Martiri; i fascisti e i tedeschi avevano compiuto un grande rastrellamento sul Grappa, avevano catturato 43 giovani e li impiccavano agli alberi di Viale Venezia; tra quei giovani c’era il fratello della mia compagna di banco.

La studentessa davanti l'impiccato

Costrinsero la popolazione e noi studenti ad assistere all’impiccagione. Fu uno spettacolo orrendo: un impiccato fa paura, è una visione tragica. Alcuni bambini svennero, altri piangevano, tutti erano sconvolti. Quei poveracci impiccati erano innocenti, ostaggi uccisi per rappresaglia, perchè i partigiani avevano fatto saltare un ponte. ... Quell’episodio aveva drammaticamente accelerato la maturazione di certi processi culturali e di certe scelte di vita. Si trattava non solo di rifiutare la dottrina fascista, ma l’intera impostazione sociale che il fascismo faceva pesare sulla nostra vita.

La Democrazia

Quando ci siamo trovati di fronte gli alberi dove erano impiccati giovani innocenti, ci fu una reazione umana, maturò la convinzione, la consapevolezza da parte della gente, dei contadini, di operai e giovani studenti che bisognava operare per far finire la guerra ma che bisognava innanzitutto creare le condizioni migliori perchè - una volta finita la guerra, nella pace - l’Italia potesse riprendere il proprio cammino sulla strada della democrazia, della partecipazione.

Tina Anselmi

"Bella Ciao" - La Resistenza raccontata ai Ragazzi - Edizioni Bibilioteca Dell’Immagine, 2004



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Sandro kensan Data: 2 mag 2006
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Ultimo commento inserito da Anonimo venerdì 30 giugno con il titolo: A proposito di Bella Ciao.


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